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Isis: "Ucciso crociato italiano"

ESTERI
Isis: Ucciso crociato italiano

Lorenzo Orsetti (FOTOGRAMMA)

Il sedicente Stato islamico (Is) ha annunciato di aver ucciso un "crociato" italiano durante la battaglia a Baghuz, località della Siria nordorientale teatro dello scontro tra l'organizzazione jihadista e le Forze democratiche siriane (Fds), alleanza curdo-araba sostenuta dagli Stati Uniti.

In una serie di immagini diffuse online e 'firmate' al-Barakah, l'area della Siria orientale che era sotto il controllo dell'Is, la formazione jihadista pubblica alcuni documenti che sostiene appartengano all'uomo ucciso, Lorenzo Orsetti : si tratta di una tessera sanitaria e di una carta di credito. L'Is pubblica anche una foto, in bianco e nero, che ritrae l'uomo senza vita. Negli ultimi tempi numerosi volontari stranieri si sono uniti alle Fds per combattere i soldati del 'califfato'.


LO STRAZIO DEI GENITORI - "Mi ha telefonato il suo comandante curdo e mi ha detto che Lorenzo è morto insieme a tutti quelli del suo gruppo in un contrattacco dell'Isis stamani - ha detto il padre Alessandro Orsetti -. Lorenzo è caduto in battaglia. Sembra che il suo gruppo sia stato accerchiato: era con una unità araba, ma non so cosa significhi esattamente da un punto di vista militare. Li hanno uccisi tutti". "Spero adesso che questa sua morte voglia poter dire qualcosa per la causa dei curdi - ha aggiunto il padre - Lorenzo cercava una causa in cui coinvolgersi, non sopportava di stare, come diceva lui, nel menefreghismo. Desiderava dare una svolta alla sua vita e già tre-quattro anni fa si interessava dei curdi e della loro condizione. Così è andato via per una causa, noi siamo contenti per lui, perché in fondo ha fatto una scelta importante". "Certamente noi eravamo contrari alla sua scelta - ha affermato Alessandro Orsetti - non gli si poteva dire 'vai, è bello', però abbiamo capito che per lui era una scelta per dei valori in cui credeva. E il popolo curdo merita che si faccia qualcosa nella sua lotta contro l'Isis e il fascismo. L'ultima volta che lo abbiamo sentito gli abbiamo detto 'torna a casa, la battaglia è finita, vieni via, il tuo lo hai fatto". "Ora l'unica cosa che mi resta da fare è andare a riprendere la salma di Lorenzo, perché voglio che mio figlio sia seppellito qui, a Firenze", ha aggiunto la mamma di Lorenzo.

CHI ERA LORENZO ORSETTI - Fiorentino classe 1986, aveva lasciato il lavoro nell'alta ristorazione, dopo 13 anni, per seguire la causa curda. E' stato cameriere, sommelier e cuoco. L'uomo, che militava tra le Forze siriane democratiche (Fds), aveva rilasciato di recente alcune interviste, usando il cognome 'Dellatullo' e presentandosi con il nome di battaglia 'Tekoser' (lottatore).

In un'intervista al 'Corriere Fiorentino', l'anno scorso, aveva raccontato così la motivazione della sua decisione di partire per la Siria al fianco dei curdi: "Mi chiamo Lorenzo, ho 32 anni, sono nato e cresciuto a Firenze. Ho lavorato per 13 anni nell'alta ristorazione: ho fatto il cameriere, il sommelier, il cuoco. Mi sono avvicinato alla causa curda perché mi convincevano gli ideali che la ispirano, vogliono costruire una società più giusta più equa. L’emancipazione della donna, la cooperazione sociale, l’ecologia sociale e, naturalmente, la democrazia. Per questi ideali sarei stato pronto a combattere anche altrove, in altri contesti. Poi è scoppiato il caos ad Afrin e ho deciso di venire qui per aiutare la popolazione civile a difendersi".

ORSETTI SU FB, 'CERTO DI STARE DALLA PARTE GIUSTA' - "E mentre in Italia provano a trattarci da terroristi, noi continuiamo con il nostro lavoro - scriveva coì sui social Lorenzo Orsetti -, ogni giorno sempre più certi di stare dalla parte giusta". "Meglio aggiungere vita ai giorni che giorni alla vita", il motto che aveva scelto per raccontarsi. Su Facebook 'Orso Dellatullo', in foto in mimetica mentre imbraccia un kalashnikov, raccontava la sua 'battaglia' per la causa curda con lunghi post dal fronte. "Partiamo in fretta e furia - scriveva il 28 febbraio il 33enne fiorentino che combatteva con le Forze siriane democratiche (Fds) - del resto in accademia c'è stato insegnato che in un minuto e mezzo dobbiamo esser pronti a tutto. Mi ero fidato di 'livemap', credendo fosse Marashidah l'ultima città rimasta, invece scopro che è a Baghoz che si chiuderà questa storia. Ci ritroviamo nel solito quartier generale, a fianco dell'hotel dismesso nel centro di Hajin. Mangiamo e beviamo con i comandanti, mentre c'illustrano i progressi fatti su un tablet. Neanche il tempo di finire che entra Marwuan: 'Allora noi andiamo' dice al comandante di zona. Colgo l'occasione al volo, 'posso andare con loro?' domando. Si scambiano un'occhiata, poi Marwuan fa cenno di sì con la testa. "Uao! è stato facile a 'sto giro" penso tra me e me"". Il suo ultimo post è del 12 marzo. "A quanto pare diverse case-trincee-tunnel sono rimaste. Non me lo faccio dire due volte - scriveva - se tutto va bene domani riparto!". Ora sono centinaia i messaggi di addio a commento del suo ultimo messaggio affidato ai social. "Ciao orso", scrivono in tanti, "grazie per il tuo coraggio, non scorderemo mai quello che hai fatto", "Non ci sono parole! Grazie per il coraggio che hai dimostrato per portare avanti i nostri ideali!".

IL TESTAMENTO - "Ciao, se state leggendo questo messaggio è segno che non sono più a questo mondo - scrive Orsetti in un messaggio testamento diffuso su Fb da un suo amico Davide Grasso -. Beh non rattristatevi più di tanto, mi sta bene così; non ho rimpianti, sono morto facendo quello che ritenevo più giusto, difendendo i più deboli e rimanendo fedele ai miei ideali di giustizia, uguaglianza e libertà. Quindi nonostante questa prematura dipartita, la mia vita resta comunque un successo e sono quasi certo che me ne sono andato con il sorriso sulle labbra. Non avrei potuto chiedere di meglio". "Vi auguro tutto il bene possibile e spero che anche voi un giorno (se non l'avete già fatto) decidiate di dare la vita per il prossimo - continua il messaggio di Lorenzo Orsetti - perché solo così si cambia il mondo. Solo sconfiggendo l'individualismo e l'egoismo in ciascuno di noi si può fare la differenza. Sono tempi difficili, lo so, ma non cedete alla rassegnazione, non abbandonate la speranza; mai! neppure un attimo. Anche quando tutto sembra perduto, e i mali che affliggono l'uomo e la terra sembrano insormontabili, cercate di trovare la forza, di infonderla nei vostri compagni. È proprio nei momenti più bui che la vostra luce serve. E ricordate sempre che 'ogni tempesta comincia con una singola goccia'. Cercate di essere voi quella goccia. Vi amo tutti spero farete tesoro di queste parole. Serkeftin!" Il termine "Serkeftin" è la parola curda che significa "vittoria". Il messaggio è firmato 'Orso, Tekoser, Lorenzo".



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