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Trump perde altri due pezzi

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Trump perde altri due pezzi

(Foto Afp)

Dopo aver liquidato con un tweet la ministra dell'Interno Kirstjen Nielsen, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha rimosso il direttore dei servizi segreti, Randolph 'Tex' Alles. Lo riferisce la Cnn, che cita diverse fonti dell'Amministrazione. Il tycoon ha incaricato il capo dello staff Mick Mulvaney di licenziare Alles, che manterrà la sua posizione per il momento, ma gli è stato chiesto di dimettersi, affermano le fonti.


Al momento, le ragioni specifiche del licenziamento sono sconosciute, ma recentemente il Secret Service - il principale responsabile della sicurezza del presidente - è stato criticato per l'irruzione di una cittadina cinese nel complesso presidenziale di Mar-a-Lago, in Florida, portando una chiavetta USB con un malware. Le fonti, tuttavia, smentiscono che la mossa sia collegata all'incidente. Alles riferisce direttamente al Segretario della Sicurezza Nazionale, Kirstjen Nielsen, responsabile per la politica dei migranti e diventata nei mesi scorsi il volto delle controverse separazioni delle famiglie fermate al confine con il Messico, che si è dimessa domenica costretta dal presidente, che nel corso dei 18 mesi del mandato della Nielsen più volte ha espresso frustrazione per le sue posizione da lui definite troppo poco dure sui migranti. "C'è una purga quasi sistematica che si sta verificando nella seconda agenzia nazionale per la sicurezza nazionale", ha detto un funzionario dell'amministrazione.

Ad annunciare l'addio di Kirstjen Nielsen, la ministra per la Sicurezza Interna, responsabile per la politica dei migranti, diventata nei mesi scorsi il volto delle controverse separazioni delle famiglie fermate al confine, è stato lo stesso Trump in un tweet rendendo noto che sarebbe stata sostituita da Kevin McAleenan, l'attuale capo dell'Ufficio dogane e confini, che va allungare la schiera di ministri ad interim dell'amministrazione.

L'annuncio di Trump è arrivato dopo un colloquio alla Casa Bianca al quale la ministra è arrivata non intenzionata a dimettersi ma, rivelano fonti dell'amministrazione, è stata costretta a farlo dal presidente che, nel corso dei 18 mesi del mandato della Nielsen, più volte ha espresso frustrazione per le sue posizione da lui definite troppo poco dure sui migranti.

Con la stessa motivazione, due giorni fa, Trump ha ritirato all'improvviso la nomina da lui stesso fatta per il nuovo capo dell'Ice, la temuta polizia anti-immigrati, Ronald Vitiello, affermando di volere andare "in una direzione più severa". Il presidente americano era stato sul punto di licenziare Nielsen già lo scorso autunno, furioso per l'avvicinarsi al confine Usa della carovana dei migranti.

La ministra sembrava essersi però riconquistata la fiducia dopo aver ordinato agli agenti di confine di usare i lacrimogeni contro i migranti che cercavano di sfondare la barriera e dopo aver convinto il Messico ad accogliere i migranti in attesa della risposta per la loro richiesta di asilo negli Usa.

Nielsen aveva parecchi nemici alla Casa Bianca, in particolare il consigliere per la Sicurezza, John Bolton, e Stephen Miller, il falco anti-immigrati che guida la politica di Trump in materia, che consideravano la protetta dell'ex capo dello staff John Kelly non in grado di portare avanti una linea sufficientemente dura e severa.



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