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Notre Dame, parlano i Gilet Gialli

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Notre Dame, parlano i Gilet Gialli

(AFP)

di Emmanuel Cazalé
"Non doveva accadere. Trovo quello che è successo a Notre Dame inspiegabile. Come è possibile che sia accaduta una cosa del genere con le tecnologie e i mezzi che abbiamo? E' davvero inspiegabile e vorrei tanto capire come sia potuto succedere". Così all'Adnkronos Paul Marra, uno degli esponenti di spicco di Gilet gialli e portavoce del movimento a Marsiglia, che lo scorso 5 gennaio ha creato l'associazione politica 'Gilets Jaunes Le Mouvement' in merito all'incendio di Parigi. "Sono in collera. Sarebbe così semplice proteggere monumenti come Notre Dame", sottolinea Marra. "Ora ricostruiremo la cattedrale. Una volta passato lo choc ci si metterà al lavoro. Si creeranno pure posti di lavoro e tra dieci anni tornerà ad essere la cattedrale che era".


Comunque ormai, sottolinea Marra, "vedo troppo lassismo a tutti i livelli. Le cose peggiorano. Bisogna smetterla di pensare solo ai soldi. Bisogna rimettere al centro della società la competenza e l'essere umano".

Ad ogni modo, "lo slancio di solidarietà intorno a Notre Dame è una cosa molto importante ma non credo che si potrà parlare di un ritorno all'unità. L'incendio ora è spento. Ora vogliamo avere risposte" da parte del Governo, dice Marra. Gli stanziamenti annunciati dai due imprenditori del lusso Francois-Henri Pinault, il Ceo di Kering, e Bernard Arnault, il proprietario di Lvmh, per la ricostruzione e l'annuncio di altre imprese, aggiunge Marra, "dimostrano che ci sono molti soldi in giro e che quando si vuole si può".

CHALENÇON - Secondo Christophe Chalençon, altro leader dei gilet gialli, il presidente della Repubblica francese "sfrutterà questa catastrofe" per "rinviare il momento della verità con il popolo francese. Non siamo nati ieri" dice all'AdnKronos, commentando l'incendio alla cattedrale simbolo e lo slittamento del discorso di Macron dopo il dibattito nazionale con le misure che intende prendere per far fronte alle richieste dei gilet gialli.

Gli stanziamenti annunciati dai due imprenditori del lusso Francois-Henri Pinault, il Ceo di Kering, e Bernard Arnault, il proprietario di Lvmh, "sono gesti inappropriati. Sembra una competizione tra chi vuole offrire di più. Potevano aspettare un po' per manifestarsi. Sono queste le persone all'origine della crisi e della protesta del movimento dei gilet gialli. Simboleggiano la globalizzazione in tutto quello che c'è di peggiore" afferma Chalencon, protagonista un paio di mesi fa dell'incontro con il vice premier Luigi Di Maio, che aveva provocato una crisi diplomatica tra Italia e Francia.

L'incendio "è una catastrofe. E' stato un evento drammatico che mi ha colpito al cuore. E' un monumento che rappresenta la 'casa Francia' ed è stata ferita" dice Chalençon, ex portavoce della lista 'Ralliement d’initiative citoyenne' (Ric), che presenterà una propria lista alle elezioni Europee di maggio intitolata 'Evolution citoyenne' che si sta strutturando sul tutto il territorio nazionale. "Sono un artigiano. Se penso a tutti quelli che hanno lavorato per costruire questa cattedrale, queste meravigliose opere che sono andate in fumo mi sento male", sottolinea Chalençon. "In Francia c'è stata un'unione che si è creata intorno a Notre Dame. Lo abbiamo sentito".



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