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Libia, proposta di Conte a Putin

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Libia, proposta di Conte a Putin

Immagine di repertorio (Afp)

L’Italia chiede alla Russia di "lavorare insieme ad una soluzione" della crisi libica. E quanto emerso da un incontro a Pechino tra il premier Giuseppe Conte ed il presidente russo Vladimir Putin.


Secondo quanto riferito da fonti italiane, Conte ha avuto un colloquio fitto e intenso con Putin a margine del secondo Forum sulla Via della Seta. Il colloquio ha avuto a oggetto la Libia e il premier ha espresso la sua valutazione dell’attuale situazione libica chiedendo al presidente russo di condividere le preoccupazioni al fine di lavorare insieme a una soluzione.

Già ieri Conte si era espresso sulla Libia, chiarendo che l'Italia "non è a favore di Serraj né a favore di Haftar, ma è a favore del popolo libico". "In realtà - esordisce il presidente del Consiglio nel corso di una conferenza stampa a Pechino - non sostengo un singolo attore sullo scenario libico: l'Italia, il governo, mira a ottenere la stabilizzazione del Paese e riteniamo che per raggiungere questo risultato l'opzione militare non sia assolutamente affidabile". Secondo Conte, "l'intenzione di Haftar, appoggiata da alcuni Paesi, di unificare il territorio libico, di unificare l'esercito, le forze di sicurezza, può anche avere una logica ispiratrice, una sua plausibilità, ma di fatto la nostra posizione si sta rivelando lungimirante alla luce della concreta evoluzione dello scenario libico: non è con l'opzione militare che si può stabilizzare la Libia".

Nel frattempo continua a crescere il numero delle vittime. Sono ormai "290 i morti e più di 1.650 feriti". Il bilancio, aggiornato a questa mattina alle 10, è di Foad Aodi, fondatore dell'Amsi (Associazione medici di origine straniera in Italia) e consigliere dell'Ordine dei Medici di Roma, in contatto quotidiano con i medici libici. Tra le vittime ci sono "85 bambini e 92 sono donne", dice il medico all'Adnkronos parlando di "oltre 1.650 feriti" . "Gli sfollati sono più di 40mila - dice ancora Aodi - il 50 per cento sono donne e il 25 minorenni". "Per oggi è stata organizzata una campagna di raccolta sangue", aggiunge ricordando che "nei centri di detenzione del paese ci sono più di 6.000 migranti".



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