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"Noa si è lasciata morire"

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Noa si è lasciata morire

(Foto da Facebook/Noa Pothoven)

La denuncia arriva da Marco Cappato, tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni: "L'Olanda ha autorizzato l'eutanasia su una 17enne? Falso!!! I media italiani non hanno verificato. L'Olanda aveva rifiutato l'eutanasia a Noa" scrive in un post su Facebook Cappato facendo riferimento alla vicenda di Noa Pothoven, la giovane olandese morta domenica scorsa. "Lei ha smesso di bere e mangiare e si è lasciata morire a casa, coi familiari consenzienti - conclude Cappato -. Si attendono smentite e scuse".


Ieri, nel riportare la notizia, i media italiani hanno usato la parola 'eutanasia', spiegando che Noa aveva ottenuto l'assistenza di una clinica autorizzata all'Aja. Nei Paesi Bassi, in alcuni casi, l'eutanasia è legale anche per pazienti minorenni. Ma non sarebbe così. I quotidiani olandesi raccontano infatti che la 17enne si è lasciata morire in casa, assistita dai familiari, smettendo di bere e mangiare come aveva annunciato lei stessa sui social.

"Gli unici elementi che sappiamo dalla stampa olandese su questa vicenda sono due: 1) nel 2018 le commissioni olandesi hanno rigettato la richiesta di eutanasia avanzata da Noa, tanto che lei dichiarò: 'la domanda è stata rifiutata perché sono troppo giovane e avrei dovuto prima affrontare un percorso di recupero dal trauma psichico fino ad almeno 21 anni'", dichiarano ancora Cappato e Filomena Gallo, segretario dell'associazione Luca Coscioni. "Noa aveva interrotto nutrizione e idratazione, lasciandosi di fatto morire, possibilità contemplata anche in Italia", aggiungono.
In Italia la legge prevede che "qualsiasi persona che rifiuta nutrimento e idratazione non può essere costretta da alcuna autorità all'idratazione e nutrizione forzata, a meno di Trattamento Sanitario Obbligatorio su persona incapace di intendere e di volere. E' bene comunque ricordare che le pdl in discussione nel Parlamento italiano, su esplicito richiamo della Corte costituzionale, a partire dalla proposta di legge di iniziativa popolare, prevedono la possibilità di accesso al percorso eutanasico solo per le persone maggiorenni e portatrici di malattie fisiche terminali o inguaribili", concludono Cappato e Gallo.

Sulla vicenda interviene anche il Papa: "L'eutanasia e il suicidio assistito sono una sconfitta per tutti.- scrive Bergoglio in un tweet -. La risposta a cui siamo chiamati è non abbandonare mai chi soffre, non arrendersi, ma prendersi cura e amare per ridare la speranza". Per la Pontificia Accademia per la Vita "la morte di Noa è una grande perdita per qualsiasi società civile e per l'umanità. Dobbiamo sempre affermare le ragioni positive per la vita" scrive in un tweet.

Nel frattempo il ministero della Sanità olandese ha avviato un'ispezione per verificare se sarà necessaria un'indagine sulla morte di Noa. Lo ha detto il portavoce del ministero, Axel Dees, secondo cui qualsiasi decisione verrà comunque presa dopo una dichiarazione dei genitori della 17enne, attesa a ore.



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