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La sfida dell'Iran

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La sfida dell'Iran

(Foto Afp)

L'Iran non rispetterà più il limite sulle scorte di uranio arricchito fissato dall'accordo internazionale sul nucleare iraniano (Jcpoa), in bilico dal ritiro deciso lo scorso anno dagli Stati Uniti: lo ha annunciato il portavoce dell'Organizzazione iraniana per l'energia atomica, Behrouz Kamalvandi, in dichiarazioni riportate dall'agenzia iraniana Mehr. "Abbiamo già aumentato la produzione di uranio a Natanz. Da oggi inizia il conto alla rovescia e, entro il 27 giugno, la nostra produzione di uranio supererà i 300 kg", ha detto Kamalvandi, intervenuto dall'impianto di Arak.


Nei giorni scorsi l'Agenzia internazionale per l'energia atomica ha confermato l'aumento della produzione di uranio arricchito da parte dell'Iran. A inizio maggio la Repubblica Islamica ha annunciato la decisione di sospendere la cessione all'estero dell'eccedenza di 300 chilogrammi di uranio arricchito al 3,67% e di 130 tonnellate di acqua pesante.

Kamalvandi ha inoltre affermato che Teheran potrebbe tornare ad arricchire il proprio uranio fino al 20% "in base alle esigenze del Paese". Parlando della possibilità di aumentare il livello di arricchimento dell'uranio, Kamalvandi - citato dall'emittente Press Tv - ha spiegato che "ci sono due scenari. Uno è procedere con l'arricchimento fino al 5% per la centrale nucleare di Busher", l'altro prevede un "incremento fino al 20% per il reattore di Teheran", dove secondo le autorità iraniane sono prodotti isotopi radioattivi per scopi medici.

Quando, nel maggio dello scorso anno, gli Stati Uniti si sono ritirati dal Jcpoa, la Repubblica Islamica ha chiesto ai Paesi rimasti nell'intesa (Francia, Germania, Regno Unito, Russia e Cina) di soddisfare le sue richieste in ambito petrolifero e bancario, bilanciando in questo modo gli effetti delle sanzioni ripristinate dall'Amministrazione Trump. "Abbiamo aspettato un anno, era la nostra 'pazienza strategica'", ha spiegato Kamalvandi, secondo il quale gli europei "o non vogliono fare qualcosa o non sono capaci di farla".

L'attuale situazione è molto critica", ma la Francia e gli altri Paesi firmatari del Jcpoa "hanno ancora una piccola possibilità di svolgere il loro ruolo storico e salvare l'accordo" sul nucleare iraniano. "Non c'è dubbio che il crollo del Jcpoa non porterà benefici all'Iran, alla Francia, alla regione e al mondo", ha sottolineato Rohani, citato dal suo sito web. "I Paesi europei possono ancora salvare l'accordo internazionale. "Hanno ancora tempo", ma "devono fare qualcosa, non parlare", ha spiegato.

Teheran chiede sia garantito il dividendo economico dell'intesa accettato quattro anni fa in cambio della riduzione del suo programma nucleare e vuole mettersi al riparo dagli effetti delle sanzioni americane. Nei giorni scorsi il portavoce della diplomazia iraniana, Abbas Mousavi, ha accusato: "Nonostante i tanti discorsi e le dichiarazioni politiche, gli europei non hanno sinora rispettato i loro impegni nel quadro del Jcpoa e quelli annunciati dopo il ritiro illegale degli Stati Uniti dall'intesa".



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