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Ue, è stallo nomine: rischio rinvio

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Ue, è stallo nomine: rischio rinvio

(Afp)

Il Parlamento europeo potrebbe rinviare di 24 ore - da martedì 2 luglio a mercoledì 3 - l'elezione del suo presidente, con l'obiettivo di dare più tempo ai negoziati per raggiungere un accordo sul pacchetto complessivo di nomine ai vertici Ue. E' quanto apprende l'Adnkronos da fonti del Parlamento europeo, secondo cui i gruppi a Strasburgo hanno raggiunto "un accordo di principio" per rinviare la votazione qualora si rendesse necessario (ovvero in mancanza di un accordo al vertice europeo straordinario del 30 giugno), ma la decisione dovrà essere confermata giovedì o domenica dalla conferenza dei presidenti dei gruppi al Parlamento europeo.


A quanto si apprende da diverse fonti, la procedura per l'elezione del presidente del Parlamento dovrebbe iniziare comunque il 2 luglio, ma ad essere rinviate sarebbero le votazioni dell'Aula sul presidente, in modo tale da dare ai gruppi un po' più di tempo per le trattative. Il calendario è complicato anche dal fatto che nei prossimi giorni si terrà a Osaka, in Giappone, il G20, dal 28 al 29 giugno. Dovrebbero recarsi nel Paese del Sol Levante il presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk, insieme al presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker, Emmanuel Macron, Angela Merkel, Giuseppe Conte e Theresa May. Il volo dal Giappone al Belgio dura una dozzina di ore.

Il Consiglio Europeo straordinario sulle nomine inizierà all'Europa Building di Bruxelles alle 18 di domenica 30 giugno e potrebbe andare per le lunghe, visto che già nel programma si avverte che "se necessario, l'incontro potrebbe continuare con una colazione lunedì primo luglio". Al termine del Consiglio si terrà una conferenza stampa, domenica notte o lunedì mattina.

L'ipotesi di lavoro avanzata dai segretari dei gruppi parlamentari, che dovrà essere confermata dalla conferenza dei presidenti dopodomani, è quella di calendarizzare il voto sul presidente del Parlamento Europeo per mercoledì 3 luglio, in modo da dare spazio ai gruppi politici, martedì, di consultarsi e di trattare, visto che il nome del candidato alla presidenza della Commissione potrebbe emergere solo lunedì (il presidente del Parlamento, che viene eletto dall'Aula, in qualche misura fa parte del 'pacchetto' complessivo delle nomine, che dovrebbe avere un equilibrio politico, geografico e di genere).

Il programma provvisorio della prima plenaria della nona legislatura nella giornata di martedì 2 luglio vede calendarizzata solo l'apertura della seduta, dalle 10 alle 11. L'elezione del presidente del Parlamento è in agenda mercoledì 3 luglio, dalle 9 alle 13, con il primo e il possibile secondo voto; l'eventuale terzo voto è in agenda per le 15 di mercoledì.

Nella giornata di mercoledì dovrebbero anche essere eletti i vicepresidenti, mentre i questori verranno nominati giovedì mattina. Al termine dell'elezione dei questori, sempre che il programma provvisorio venga confermato dai presidenti dei gruppi, Jean-Claude Juncker e Donald Tusk informeranno l'Aula sull'esito del Consiglio Europeo straordinario del 30 giugno che, come detto, potrebbe protrarsi fino alla mattina del primo luglio, nel tentativo di trovare un accordo sui nuovi vertici delle istituzioni Ue (almeno sul presidente della Commissione e del Consiglio Europeo).

La conferenza dei presidenti dei gruppi, si apprende da fonti del Parlamento, dovrebbe riunirsi non giovedì, ma domenica 30 giugno a mezzogiorno, per approvare l'agenda della sessione, insieme a Donald Tusk. Dopo l'apertura della seduta, martedì mattina, il resto della giornata sarà dedicato alle riunioni dei gruppi parlamentari, che inizieranno già nel pomeriggio di lunedì 1 luglio, sempre a Strasburgo.



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