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Siria, continua l'offensiva turca. Gli Usa: "Pronte sanzioni"

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Siria, continua l'offensiva turca. Gli Usa: Pronte sanzioni

(Afp)

Donald Trump firmerà un ordine esecutivo per consentire l'eventuale implementazione di "nuove sanzioni molto significative" contro la Turchia per dissuadere Ankara dall'intraprendere "nuove ulteriori azioni militari offensive nel nordest della Siria". E' quanto afferma il dipartimento del Tesoro Usa, spiegando che l'ordine esecutivo autorizza il segretario al Tesoro Steven Mnuchin e il segretario di Stato Mike Pompeo a designare individui o entità del governo turco da sanzionare.


I motivi per i quali la Turchia potrebbe essere sanzionata comprendono le azioni indiscriminate contro i civili e le infrastrutture civili, le azioni contro le minoranze etniche o religiose o azioni che colpiscono o compromettono le attività antiterrorismo contro lo Stato Islamico. "E' imperativo che la Turchia non consenta la fuga di anche un solo compattente dell'Isis", afferma il Dipartimento del Tesoro Usa. Mentre Steven Mnuchin ha spiegato che in questa fase non verranno imposte nuove sanzioni, ma "il presidente se necessario le userà", ha spiegato Mnuchin. "Speriamo di non doverle usare, possiamo far chiudere l'economia turca se sarà necessario", ha sottolineato il segretario al Tesoro.

Gli Stati Uniti hanno chiesto apertamente alla Turchia di fermare la sua 'Operazione fonte di pace'. Secondo una nota del portavoce del Pentagono, Jonathan Hoffman, che dà conto di un colloquio telefonico avvenuto tra il segretario alla Difesa Mike Esper ed il suo omologo turco Hulusi Akar, il segretario ha "detto chiaramente" che gli Stati Uniti si oppongono all'incursione turca e che questa operazione militare "mette a rischio" i progressi fatti nella lotta agli estremisti. Esper, prosegue il comunicato, ha anche sostenuto che la Turchia "rischia gravi conseguenze" e ha espresso timori per il personale Usa in Siria.

Intanto prosegue l'offensiva. Il ministero della Difesa di Ankara ha annunciato che sono "in totale 342 i terroristi neutralizzati" dall'inizio dell'operazione 'Fonte di pace'. Come riporta il canale 'Trt', secondo il bilancio ufficiale, la notte scorsa sono stati uccisi "altri 49 terroristi delle Ypg", le Unità di protezione del popolo curdo. I militari turchi usano il termine "neutralizzati" per indicare i miliziani uccisi o catturati.

Il ministero della Difesa turco fa sapere inoltre che un proprio soldato è morto e altri tre sono rimasti feriti; mentre, secondo quanto si legge in una nota delle Forze democratiche siriane (Fds), "durante la nostra resistenza e la legittima difesa della popolazione civile, sette combattenti sono morti il 9 e il 10 ottobre". "Le Fds promettono di affrontare l'aggressione turca fino all'ultima goccia di sangue", si legge.

Gli attivisti dell'Osservatorio siriano per i diritti umani, parlano di sette civili uccisi oggi a Tal Abyad e nelle aree circostanti. Secondo l'ong, quattro persone sono morte in un raid turco che ha colpito le auto sulle quali fuggivano dalle violenze, mentre altre tre sono state uccise dal fuoco dei cecchini. Secondo il corrispondente dell'emittente satellitare 'al-Arabiya', quattro vittime e nove feriti è invece il bilancio dell'esplosione di un'autobomba a Qamishli, città della Siria nordorientale in mano alle forze curde

In totale 12 finora i villaggi della Siria nordorientale "liberati dai terroristi", ha riferito il sito del quotidiano turco 'Sabah', dando la notizia che le forze di Ankara hanno strappato al controllo delle forze curde il villaggio di Halaf. Più di 70mila gli sfollati.

Secondo quanto riportato dall'agenzia Anadolu, il ministro turco della Difesa, Hulusi Akar ha dichiarato che "il nostro obiettivo è porre fine all'esistenza dei terroristi, in particolare di Daesh e Pkk/Pyd-Ypg, a est dell'Eufrate e stabilire un corridoio di pace per garantire il ritorno dei nostri fratelli siriani nella loro terra, nelle loro case". Il ministro ha quindi dichiarato che l''Operazione fonte di pace' continua "con successo, come previsto".

UE - E arrivano le reazioni dell'Europa che "reagirà con forza, al massimo livello", alle parole del presidente turco Erdogan, che ha minacciato di inviare 3,6 milioni di rifugiati siriani in Europa, se Bruxelles definirà l'operazione militare turca nel nord della Siria come un'occupazione. Lo spiega un alto funzionario Ue, aggiungendo che si tratta di parole "totalmente inaccettabili", perché i rifugiati non possono essere usati come un'arma di ricatto.

RUSSIA - L'intervento militare della Turchia può portare a una fuga dei prigionieri dell'Is catturati dalle forze curde: lo denuncia Vladimir Putin, citato dall'agenzia 'Interfax', precisando di non essere certo che Ankara possa tenere sotto controllo la situazione.



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