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Brexit, Londra scalda toni con Ue

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Brexit, Londra scalda toni con Ue

(Fotogramma/Ipa)

Si scaldano i toni tra Londra e Bruxelles, in attesa dell'avvio dei negoziati per definire il nuovo accordo commerciale post Brexit tra Regno Unito e Unione europea. Oggi è previsto un intervento di Boris Johnson per illustrare la posizione britannica. Il premier, secondo le anticipazioni, dirà che Londra è pronta da accettare controlli alle frontiere per le merci in entrata e in uscita, se non potrà ottenere il tipo di accordo commerciale al quale punta.


Una delle soluzioni alle quali Johnson guarda con favore per l'accordo con la Ue è quella in "stile Canada", con l'assenza di dazi sulla maggior parte delle merci. Questo tipo di soluzione escluderebbe l'industria dei servizi, che nel Regno Unito vale oltre l'80% dell'occupazione.

Allo stesso tempo, Johnson non intende accettare un allineamento alle regole Ue, né la giurisdizione della Corte di Giustizia europea sulle eventuali dispute commerciali che dovessero sorgere con la Ue, come sembrano invece orientati a chiedere i negoziatori di Bruxelles. Il premier dirà comunque che il Regno Unito, dopo il distacco dalla Ue, non intende allentare le norme relative ai diritti dei lavoratori, gli standard alimentari e per la protezione dell'ambiente.

In attesa delle parole del premier, ieri ha parlato il ministro degli Etseri, Dominic Raab, che accusato la Ue di voler "cambiare le carte in tavola", imponendo la giurisdizione della Corte di Giustizia europea sulle dispute commerciali con Londra. Al riguardo, Downing Street ha fatto trapelare che lo stesso Johnson sarebbe "infuriato" da questa richiesta europea. "Non accadrà", ha detto Raab in un'intervista alla Bbc.

Piuttosto, il Regno Unito è pronto ad accettare un accordo simile a quello che la Ue ha con l'Australia, che prevede dazi su una serie di merci e prodotti agricoli, compresi gli alimentari e il vino. Sarebbe un "passo indietro da parte della Ue", ha affermato Raab ai microfoni di Skynews, ma accettare le regole europee equivarrebbe ad annullare i possibili benefici della Brexit.

Il capo del Foreign Office ha parlato dopo le indiscrezioni di stampa che riportano di un ordine rivolto ai diplomatici britannici, ai quali è stato chiesto di prendere immediatamente le distanze dagli alleati europei, per far comprendere l'atteggiamento di Londra. Secondo un documento riservato citato dal Sunday Times, Raab avrebbe chiesto ai funzionari e diplomatici britannici di "sedersi separatamente" rispetto ai loro colleghi della Ue in ocacsione dei vertici internazionali.

In un telegramma inviato la settimana scorsa alle ambasciate, Rabb ha dato istruzioni di adottare "l'atteggiamento di un Paese indipendente e fiducioso" rispetto alle posizioni della Ue e di "non essere timidi" se il Regno Unito si troverà a tutelare i propri interessi nazionali e "non applicherà le posizioni di politica estera della Ue".



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