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Vaccara (Voce New York): "Virus colpisce 6-8 volte di più classi disagiate"

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Vaccara (Voce New York): Virus colpisce 6-8 volte di più classi disagiate

(Afp)

"Si dice che il coronavirus non fa discriminazioni, ma a New York colpisce 6-8 volte di più le classi disagiate". A dirlo all'Adnkronos è Stefano Vaccara, direttore de "La voce di New York", che in marzo ha raggiunto 438mila lettori con il suo sito. Il suo giornale ha pubblicato oggi la mappa dei contagi in città, fornita dalle autorità locali sulla base dei codici postali delle persone positive al Covid-19, dove il colore più acceso segnala i maggiori focolai.


"Dall'analisi di questa mappa si capisce benissimo che per New York le zone più colpite sono quelle più povere", sottolinea Vaccara. "Abito in una bella zona a Brooklyn, vi sono 44mila abitanti e 182 contagiati, il colore sulla mappa è lo stesso più pallido di Manhattan, se mi sposto di poco al di là del parco, altri quartiere vanno da 306 a 947 contagiati".

I contagi più alti si registrano in tutto il Bronx, nella metà più povera di Queens, nel 70% di Brooklyn (ma non nelle aree più benestanti), in parte di Staten Island. "Lì vivono i lavoratori - spiega Vaccara - chi pulisce le strade, i commessi, chi scarica i camion, chi pulisce la metropolitana, sono i lavori più esposti, continuano a lavorare. Chi poteva lavorare a distanza, poteva proteggersi, lo ha già fatto da venti giorni almeno, mentre chi deve uscire per lavorare, no. E' anche gente che era meno informata perché purtroppo il populismo di Trump fa presa sulle classi più basse", spiega Vaccara, ricordando che il presidente americano fino a due settimane fa sminuiva il pericolo. "Sono persone che vedevano Fox Tv, leggevano il New York post, il messaggio era: 'i liberal vi prendono in giro'.

"I più agiati leggevano il New York Times, erano più informati da venti, trenta giorni fa", continua Vaccara. E poi "nei quartieri bene la gente non ci sta più, molti sono andati nella seconda casa, nelle zone di villeggiatura dello stato di New York".

Il governatore dello stato di New York Andrew Cuomo "ora è un eroe, finalmente un politico che dà la sensazione di dire come stanno le cose", dice Vaccara, pur ricordando che anche da parte sua ci sono stati ritardi. "Non guardando al passato, ma al presente, Cuomo è il migliore -prosegue - Trump si capisce che qualsiasi cosa che dice lo fa con la testa e il pensiero rivolto alla rielezione, si vede che pensa al 6 novembre, non è credibile".

"In Italia lo 'tsunami' è arrivato senza preavviso, sono stati fatti tanti errori, ma c'è la giustificazione che sono stati i primi. Qui in America, questa giustificazione non c'è, Trump aveva tutto il tempo di prepararsi, ma lui ha continuato a dire che negli Stati Uniti non succedeva niente, ha perso tempo", sottolinea Vaccara.



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