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Hong Kong, Joshua Wong: "Avanti con la protesta"

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Hong Kong, Joshua Wong: Avanti con la protesta

(Fotogramma)

La contestata legge sulla "sicurezza" voluta da Pechino per Hong Kong "uccide il futuro del movimento democratico", riguarda anche gli investitori e la comunità internazionale - l'Unione Europea in particolare così come gli Stati Uniti - non può restare a guardare. Parla Joshua Wong, uno dei più noti attivisti pro-democrazia dell'ex colonia britannica, segretario generale di Demosisto, che all'Adnkronos conferma "l'organizzazione di proteste nel prossimo futuro" dopo l'escalation del fine settimana.


"Le azioni parlano più forte delle parole", esordisce rispondendo via mail a una domanda su un messaggio da recapitare a Washington. "Chiediamo al governo degli Stati Uniti di attuare l'Hong Kong Human Rights and Democracy Act, imporre sanzioni alla Cina e includere clausole sui diritti umani in relazione a Hong Kong negli accordi commerciali", dice con un riferimento alla legge firmata lo scorso anno da Donald Trump che prevede sanzioni contro i funzionari ritenuti responsabili di violazioni delle libertà e di gravi violazioni dei diritti umani. "Ancora una volta vi chiediamo di stare dalla parte di Hong Kong", twitta nel frattempo con l'appello rivolto agli Usa.

Analoghe richieste per l'Ue, con il pensiero rivolto alla potente "leva economica". In dichiarazioni inviate stamani all'Adnkronos l'attivista insiste con la richiesta di approvazione di "una legge simile al Magnitsky Act", la normativa approvata negli Usa nel 2012 dopo il caso Magnitsky, e di "sanzioni contro la Cina". L'Ue, partner commerciale del gigante asiatico, dovrebbe anche - secondo l'attivista - "inserire clausole sul rispetto dei diritti umani nei trattati commerciali con la Cina", giocare un "ruolo più attivo" sollecitando la Cina riguardo "gli standard sui diritti umani, il rispetto dell'autonomia di Hong Kong e lo stop alla nuova normativa sulla sicurezza che ucciderà il futuro del movimento democratico della città".

Per l'Italia, l'auspicio confermato dall'attivista all'Adnkronos è che "riduca la cooperazione nel progetto 'Belt and Road'", la 'Nuova Via della Seta'. "L'Italia è una delle principali economie europee ad aver partecipato all'Iniziativa", insiste, ribadendo come "non sia certo che la Cina rispetti gli impegni e le promesse nel quadro degli accordi commerciali" e come "sia da discutere se l'Italia riterrà la Cina responsabile per i suoi errori".

La nuova legge rischia di avere anche "massicce" ripercussioni per "expat e investitori che lavorano e vivono a Hong Kong", dice Joshua Wong, denunciando nelle dichiarazioni inviate all'AdnKronos come "cambierà completamente gli standard sui diritti umani" e "l'ambiente" per gli imprenditori. Joshua Wong, 24 anni non ancora compiuti, chiede "ai leader europei di esprimere uniti la loro opposizione a questa nuova legge", che definisce "estremamente controversa". "Una volta attuata, Hong Kong sarà assimilata al regime autoritario cinese, sia riguardo lo stato di diritto che - incalza - la protezione dei diritti umani". L'attivista teme una "forte erosione" per quelle che definisce le 'difese' di Hong Kong, come le "garanzie a tutela dei diritti umani" e un "sistema giudiziario indipendente". E' "cruciale" che le aziende facciano sentire la propria voce, il proprio 'no' alla legge, afferma l'attivista, che ha a cuore l' "autonomia" di Hong Kong.

"La Cina - rincara la dose - sta distruggendo la Dichiarazione congiunta (sino-britannica), un trattato internazionale delle Nazioni Unite, legalmente vincolante, imponendo direttamente il suo sistema autoritario su Hong Kong". La Dichiarazione congiunta "promette autonomia e libertà" all'ex colonia britannica, conclude Joshua Wong denunciando come attivisti, "giornalisti, avvocati per i diritti umani siano finiti dietro le sbarre per violazione della sicurezza nazionale" e prevedendo "ulteriori violazioni dei diritti umani a Hong Kong".



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