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Morte Floyd, la protesta infiamma gli Usa: vittime e agenti feriti

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Morte Floyd, la protesta infiamma gli Usa: vittime e agenti feriti

(Afp)

di Marco Liconti


Sono bastati pochi giorni per sostituire le mappe interattive con le quali gli americani controllavano la diffusione del Covid-19, con quelle che descrivono l'epidemia di proteste e violenza che sta travolgendo gli Stati Uniti. Le immagini con le ultime parole di George Floyd, "non riesco a respirare", mentre un agente della polizia di Minneapolis lo teneva a terra con un ginocchio sul collo, hanno incendiato la città, teatro dei primi scontri. Poi, le fiamme si sono estese in tutte le direzioni, alimentate dal vento della rabbia e dalla violenza che ha trasformato la protesta in tumulti e saccheggi.

Dopo Minneapolis, l'incendio a partire da martedì scorso è divampato in tutta l'America. L'elenco delle città, citando solo le principali, è lungo: Atlanta, Baltimora, Birmingham, Boston, Charlotte, Chicago, Columbus, Dallas, Denver, Detroit, Fort Lauderdale, Houston, Indianapolis, Jacksonville, Kansas City, Las Vegas, Los Angeles, Louisville, Miami, Nashville, New Orleans, New York City, Philadelphia, Phoenix, Pittsburgh, Portland, Richmond, Salt Lake City, San Francisco, Seattle, Tampa; Washington. In tutto, circa 140 secondo alcune stime dei media Usa.

Sono invece circa 40 le città americane dove è stato imposto il coprifuoco per prevenire disordini notturni, in molti casi inutilmente. Una cinquantina, invece, gli Stati che hanno mobilitato la Guardia Nazionale, per affiancare le polizie locali nella gestione dell'ordine pubblico.

E' stato nel corso del fine settimana che la protesta si è fatta particolarmente violenta in molte città, con attacchi alle forze dell'ordine, saccheggi, devastazioni. Secondo un bilancio provvisorio aggiornato a lunedì mattina, in tutto il Paese sono stati effettuati 4.400 arresti. Dodici, finora, le morti collegabili in qualche modo alle proteste e alle violenze di questi giorni.

Il sindaco di New York, Bill de Blasio, che fino a domenica escludeva categoricamente di imporre il coprifuoco in città, oggi non esclude più il provvedimento. "E' un'opzione", dice. Del resto, alcune delle scene più violente e dei saccheggi più diffusi hanno avuto luogo proprio a New York, dove anche la figlia del sindaco de Blasio, Chiara, è stata fermata dalla polizia mentre partecipava ad un assembramento vietato, e poi rilasciata.

Le autorità accusano gruppi di suprematisti bianchi e gruppi di anarchici di alimentare il caos, infiltrandosi all'interno di manifestazioni altrimenti pacifiche, animate inizialmente dagli slogan del movimento 'Black Lives Matter'. Il presidente Donald Trump punta il dito soprattutto contro gli 'Antifa', i gruppi della sinistra radicale, annunciando un provvedimento per inserirli nella lista delle "organizzazioni terroristiche". Una tesi che non convince parte dei media liberal, secondo i quali la rabbia nelle strade è esplosa in una nazione già fiaccata dall'epidemia di coronavirus e dalla disoccupazione galoppante, alle quali si è aggiunta la miccia del razzismo mostrato nei video della morte di Floyd.

Tuttavia, numerose autorità locali sostengono che molti degli "agitatori" sono estranei alle proteste e ne sfruttano l'ondata per saccheggiare e alimentare il caos. Il capo della polizia di Miami, Jorge Colina, ha riferito che su 57 persone arrestate, solamente in 13 vivono in città. Lo stesso è stato denunciato dal sindaco di Chicago, Lori Lightfoot.

Quella che alcuni commentatori di destra non definiscono più una protesta ma una vera e propria "insurrezione" è arrivata fino davanti ai cancelli della Casa Bianca, dove nella notte di venerdì sono scoppiati violenti scontri tra manifestanti e agenti del Secret Service, la 'guardia pretoriana' dei presidenti Usa. Una sessantina gli agenti feriti, mentre il presidente Trump, la moglie Melania e il figlio Barron venivano portati nel bunker sotterraneo per scongiurare qualsiasi rischio per la loro incolumità.

Le notti di sabato e domenica sono state particolarmente violente. Fox News, lunedì mattina, al risveglio dell'America, parla di un "Bloody Monday" nel quale si dovrà fare il bilancio delle violenze, distruzioni e saccheggi che andranno a pesare su un'economia già colpita duramente dall'epidemia di Covid-19. E al conto dei danni, lanciano l'allarme gli scienziati, si dovrà aggiungere quello dei contagi che inevitabilmente, dimenticate le regole del distanziamento sociale, saranno aumentati a causa degli assembramenti.



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