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Francesca Melandri, nuova lettera dal 'futuro' italiano ai britannici

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Francesca Melandri, nuova lettera dal 'futuro' italiano ai britannici

(Fotogramma)

"Vi scrivo dall'Italia, il che significa che vi scrivo dal futuro accelerato della pandemia". Dopo la sua 'lettera dal futuro' del confinamento, diventata virale in tutto il mondo, la scrittrice italiana Francesca Melandri torna a scrivere ai britannici, dalle colonne del Guardian, nel giorno in cui si riaprono pub e parrucchieri. E avverte: "La sala da ballo del Covid-19 è la stessa per tutti. I suoi muri sono coperti di specchi e ci mostrano chi siamo realmente". Il confinamento "forse è stata solo la prova d'abito prima del vero dramma".


Fra la fine di marzo e i primi di aprile la prima lettera, apparsa inizialmente su Liberation e poi sul Guardian, è stata ripresa da varie testate di tutto il mondo e presto è diventata virale sui social con traduzioni, anche spontanee, in 27 lingue diverse di tutti i continenti.

Oggi Melandri ci parla dei mesi trascorsi come di una "danza parallela" che si è trasformata "in un caos di coreografie separate", danze che, a seconda dei Paesi, sono state "autoritarie, ordinate ed efficaci, fallibili ma umane, incompetenti, in piena negazione, violente o perfino genocide". E racconta come la fine del confinamento porti "eccitazione e sollievo", ma anche "ansia, sfiducia e trepidazione". Che, "per rispetto al dolore altrui, alcune famiglie avranno difficoltà ad ammettere quanto hanno apprezzato il confinamento", mentre per altre è stato "un inferno".

Ma intanto "gli specchi della sala da ballo del Covid-19 ci sbattono in faccia l'enormità della sofferenza del mondo", spingendo alcuni a volerla combattere, mentre altri vorranno tenersene separati. E alcuni "leader mondiali, specie gli inetti, malediranno qualche volta il loro fato. Perché mai questo impossibile caos non è accaduto ai loro predecessori?".



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