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Trump, ex modella lo accusa: "Aggredita in un bagno nel 1997"

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Trump, ex modella lo accusa: Aggredita in un bagno nel 1997

Afp

Ancora nuove accuse, e di nuovo a poche settimane dal voto, di molestie sessuali a Donald Trump. L'ex modella Amy Dorris ha infatti raccontato al Guardian che il tycoon l'ha aggredita mentre usciva dal bagno durante il torneo di tennis Us Open del settembre del 1997 al quale stava assistendo, insieme al fidanzato, ospite del Vip box di Trump. Dorris, che allora aveva 24 anni, ha detto che Trump l'ha baciata con la forza, stringendola in una presa tale da renderle impossibile scappare. "Mi ha messo la lingua in bocca ed io ho cominciato a respingerlo - ha raccontato - ma la sua presa è diventata più stretta, le sue mani erano dovunque". Alla fine la donna è riuscita a svincolarsi e respingerlo: "Credo di avergli morso la lingua".


Trump tramite i suoi avvocati ha negato in modo categorico che abbia commesso molestie, abusi o si sia comportato in modo improprio con Dorris. La donna, da parte sua, ha mostrato al Guardian i biglietti del torneo newyorkese e sei foto di lei insieme a Trump che all'epoca aveva 51 anni ed era sposato con la seconda moglie, Marla Maples. Inoltre, diverse persone, tra le quali la madre ed il suo terapista, hanno testimoniato che Dorris raccontò allora nei dettagli l'accaduto. La donna, che ha 48 anni, ha spiegato di aver deciso solo ora di parlare pubblicamente perché le sue figlie gemelle "stanno per compiere 13 anni e voglio che sappiamo che non devono permettere a nessuno di fare quello che loro non vogliono".

Già nel 2016, quando diverse donne si fecero avanti per denunciare l'allora candidato repubblicano, Dorris aveva pensato di raccontare la sua storia, ma alla fine aveva preferito tacere per proteggere la propria famiglia. Dorris era stata presentata a Trump dal suo fidanzato d'allora, Jason Binn, un editore di riviste di moda e lusso che era amico del tycoon. "Sembrava quel tipo di persona che si sente in diritto di fare quello che vuole anche se io ero lì con il mio fidanzato", ha detto ancora Dorris ricordando di aver trovato Trump ad aspettarla una volta uscita dal bagno. E che più volte lei gli disse "no", "per favore fermati", ma lui continuava.

26 DONNE IN 40 ANNI, LA LUNGA LISTA DELLE ACCUSATRICI: Con Amy Dorris sale a 26 il numero delle donne che in questi anni hanno puntato il dito contro il presidente degli Stati Uniti. Le accuse vanno da molestie sessuali, all'aggressione e stupro e coprono un periodo di tempo di quattro decenni. Sono in tutto undici le donne che, come Dorris, affermano di essere state baciate con la forza da Trump. L'immobiliarista diventato presidente ha sempre negato ogni cosa: "Ogni donna ha mentito per danneggiare la mia campagna - disse durante un comizio nel 2016 - tutte bugie, e tutte queste bugiarde saranno denunciate dopo le elezioni". Trump non ha finora denunciato nessuna delle accusatrici - anzi qualcuna ha denunciato lui per diffamazione - ma in qualche caso ha detto che le donne in questione non erano abbastanza attraenti da suscitare la sua attenzione.

La sua vittoria elettorale nel 2016 mostra come per una consistente fetta dell'elettorato americano - compresa la destra cristiana paladina dei 'family values' - queste accuse non hanno avuto un peso. Come non ne ebbe il famoso video Access Hollywood pubblicato proprio a ridosso del voto quattro anni fa, in cui Trump, in un fuori onda del 2005, si vantava in termini volgari e sessisti del suo atteggiamento predatorio nei confronti delle donne.

Tornando alle storie delle accusatrici di Trump, un'altra donna prima di Dorris l'ha accusato di averla aggredita durante un torneo degli Us Open. Karen Virginia, anche lei un'ex modella, ha raccontato nel 2016 che il tycoon le toccò il seno nel 1998. Allora un rappresentante di Trump affermò che si trattava di un falso politicamente motivato.

Hanno un passato di modelle, o concorrenti di concorsi di bellezza, oltre la metà delle accusatrici di Trump che nel 1996 è diventato il patron di Miss Universo e nel 1999 ha creato la propria agenzia di modelle, la Trump Model Management. Tra queste Kristin Anderson che ha raccontato che Trump, durante un loro incontro in un nightclub di New York all'inizio degli anni novanta, quando era appena ventenne, le mise le mani sotto la gonna. Trump ha confutato l'accusa come "falsa" affermando che Anderson era in cerca di "pubblicità gratuita".

Alcune delle donne poi affermano che queste aggressioni sono avvenute durante feste e ricevimenti a Mar-a-Lago la residenza di Trump in Florida. Tra queste Karen Johnson, un ex ballerina che afferma che l'immobiliarista l'ha assalita, spingendola dietro ad un separé per baciarla con la forza, durante una festa di Capodanno all'inizio degli anni 2000. Anche in questo caso, come in quello di Dorris, la donna afferma che l'aggressione è avvenuta, senza che nessuno degli altri invitati, compreso suo marito, se ne accorgesse, mentre stava andando al bagno.

L'aggressione più inquietante è forse quella denunciata da Jill Harth che afferma che Trump l'aggredì all'inizio degli anni novanta dopo averla spinta nella stanza da letto che la figlia Invaka usava da bambina mentre stava facendo visitare la magione ad un gruppo di ospiti. Le accuse erano contenute in una denuncia presentata dopo una disputa di affari che Harth ed il fidanzato ebbero con Trump. La denuncia in un secondo momento fu ritirata e gli avvocati del presidente affermano che la donna non ha nessuna credibilità.

Anche la giornalista Natasha Stoynoff afferma di essere stata aggredita a Mar-a-Lago dove si era recata per intervistare Trump e la moglie Melania, allora incinta di Baron, in occasione del loro primo anniversario di matrimonio. La giornalista racconta che mentre Melania era andata nella stanza accanto a cambiarsi, Trump le saltò addosso "spingendomi contro il muro e forzando la sua lingua nella mia bocca". Alle accuse Trump ha risposto alludendo alla scarsa avvenenza della donna: "Guardatela, ascoltate le sue parole, e ditemi quello che pensate".

L'accusa più pesante, quella di stupro, è arrivata lo scorso anno dalla scrittrice Jean Carroll che afferma che Trump l'ha violentata in un camerino dei Bergdorf Goodman, grandi magazzini del lusso di Manhattan, a metà degli anni novanta. Lo scorso novembre Carroll ha denunciato per diffamazione Trump per averla chiamata bugiarda affermando di non averla mai incontrata. Il mese scorso un giudice di New York ha bocciato la richiesta dei legali di Trump di una sospensione del procedimento. Cosa che invece i legali di Trump hanno ottenuto con un altro ricorso per diffamazione avviato a Summer Zervos, una concorrente di Apprentice - il reality show che Trump ha condotto per anni - che afferma di essere stata baciata con la forza. Ora una corte d'appello di New York dovrà decidere se archiviare il caso, permettere che continui o rinviarlo a quando Trump lascerà la Casa Bianca.

Se la maggior parte delle denunce risalgono agli anni novanta, Jessica Leeds ha denunciato un'aggressione che risalirebbe alla fine degli Settanta quando era una donna d'affari in viaggio. Durante un volo in prima classe per New York, Trump, che le sedeva al fianco, l'afferrò al petto tentandole di sollevarle la gonna. Anche in questo caso la risposta di Trump fu offensiva e sessista: "Credetemi, lei non sarebbe stata la mia prima scelta", disse nel 2016 durante un comizio elettorale. Fu Leeds a descrivere le mani di Trump come "tentacoli, che andava dappertutto". Le stesse parole usate da Dorris nella sua intervista al Guardian: "Sembravano che fossero tentacoli che non riuscivo a strapparmi di dosso".



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