Cerca
Home . Fatti . Esteri .

Usa, tornano le sanzioni contro l'Iran

ESTERI
Usa, tornano le sanzioni contro l'Iran

Foto Ipa/Fotogramma

Il Segretario di Stato Usa Mike Pompeo ha annunciato il ritorno delle sanzioni Onu contro l'Iran, identificato come ''la più grande minaccia alla pace in Medioriente'' perché ''sponsor del terrorismo e del'antisemitismo'' e per ''i suoi sforzi per la rivoluzione hanno ucciso migliaia di persone e danneggiato la vita di milioni di persone innocenti''. E quindi ''il ritorno delle sanzioni oggi è un passo verso la pace e la sicurezza internazionali", ha dichiarato Pompeo, sottolineando che Washington si aspetta che ''tutti gli stati membri dell'Onu facciano rispettare queste misure''.


''Gli Stati Uniti hanno preso questa decisione perché l'Iran non ha rispetto gli impegni presi con il Jcpoa'', l'accordo sul programma nucleare iraniano, e ''il Consiglio di sicurezza dell'Onu non ha prorogato l'embargo sulle armi in Iran, in corso per 13 anni. La mancata azione del Consiglio di sicurezza ha permesso all'Iran di comprare armi non convenzionali. Fortunatamente per il mondo, gli Stati Uniti hanno agito per far sì che questo non avvenga più'', ha proseguito Pompeo.

''Gli Stati Uniti si aspettano che tutti gli Stati membri dell'Onu rispettino pienamente i propri obblighi per far rispettare queste misure. Oltre all'embargo sulle armi, ciò include restrizioni come il divieto all'Iran di impegnarsi in attività di arricchimento, il divieto di test e sviluppo di missili balistici da parte dell'Iran e sanzioni sul trasferimento di tecnologie nucleari e missilistiche all'Iran'', ha aggiunto Pompeo.

''Se gli Stati membri delle Nazioni Unite non adempiono ai loro obblighi di attuare queste sanzioni, gli Stati Uniti sono pronti a utilizzare le proprie autorità nazionali per imporre conseguenze per tali fallimenti e garantire che l'Iran non raccolga i benefici delle attività vietate dalle Nazioni Unite'', ha proseguito.

Teheran ha invitato la comunità internazionale a unirsi contro le "azioni sconsiderate" degli Stati Uniti, che hanno annunciato il ritorno delle sanzioni Onu contro l'Iran. "Ci aspettiamo che la comunità internazionale e tutti i paesi del mondo si oppongano a queste azioni sconsiderate del regime alla Casa Bianca e parlino con una sola voce", ha detto il portavoce del ministero degli Esteri iraniani Saeed Khatibzadeh in una conferenza stampa a Teheran.

Secondo il capo della politica estera dell'Unione europea, Josep Borrell, gli Stati Uniti ''non possono essere considerati uno Stato partecipante al Jcpoa e non possono quindi avviare il processo di ripristino delle sanzioni dell'Onu'' nei confronti dell'Iran, in quanto si sono ritirati dall'accordo in modo unilaterale nel maggio del 2018. Il Jcpoa, l'accordo sul programma nucleare iraniano firmato tra Teheran e il gruppo d 5+1 nel luglio del 2015, ''rimane un pilastro fondamentale per la non proliferazione globale, contribuendo alla sicurezza regionale e globale poiché affronta il programma nucleare iraniano in modo globale'', ha aggiunto.

''In qualità di coordinatore della commissione congiunta Jcpoa continuerò a fare tutto il possibile per garantire la tutela e la piena attuazione dell'accordo da parte di tutti'', ha proseguito Borrell in una nota. ''Invito tutti a fare tutto il possibile per preservare l'accordo e ad astenersi da qualsiasi azione che possa essere percepita come un'escalation nella situazione attuale'', ha proseguito, ricordando che ''gli Stati Uniti hanno cessato unilateralmente la partecipazione al Jcpoa l'8 maggio 2018''. Per questo, sottolinea Borrell, gli Stati Uniti ''non possono essere considerati uno Stato partecipante al Jcpoa e non possono quindi avviare il processo di ripristino delle sanzioni dell'Onu''.

Secondo la Russia, le sanzioni imposte dagli Stati Uniti nei confronti dell'Iran sono state ''inaccettabili'' e ''illegittime''. In una nota diffusa dal ministero degli Esteri di Mosca si legge che "le iniziative e le azioni illegittime degli Stati Uniti per definizione non possono avere conseguenze legali internazionali nei confronti di altri paesi".

La situazione descritta da Washington ''non corrisponde alla realtà'', prosegue Mosca, che accusa gli Stati Uniti di "cercare di costringere tutti a indossare occhiali per la realtà virtuale" e di accettare la sua versione degli eventi''.

Il ministero degli Esteri russo afferma quindi che ''il mondo non è un gioco americano per computer" e che le sanzioni annunciate dagli Stati Uniti hanno inferto ''un duro colpo all'autorità del Consiglio di sicurezza dell'Onu. Questo è inaccettabile, non solo per noi, ma anche per gli altri membri del Consiglio di sicurezza''.



RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Adnkronos.