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Usa, il mago dei sondaggi: "Per Trump sarà vittoria schiacciante"

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Usa, il mago dei sondaggi: Per Trump sarà vittoria schiacciante

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Di Marco Liconti


Donald Trump sarà riconfermato alla Casa Bianca con un margine di 186 voti elettorali. Una vittoria schiacciante. Non ha dubbi Helmut Norpoth, docente di Scienze politiche alla Stony Brook University e creatore del 'Primary Model', con il quale ha predetto con grande accuratezza il risultato delle ultime cinque elezioni su sei. "Il mio modello assegna al presidente Trump il 91% di possibilità di vincere le presidenziali 2020, con appena il 9% di possibilità per Joe Biden. Trump otterrà 362 voti elettorali, Biden 176", spiega Norpoth all'Adnkronos. "Questa previsione - sottolinea - è definitiva e senza condizioni, significa che non ci saranno aggiornamenti".

A chi gli fa notare che i sondaggi dei media mainstream Usa assegnano tutti al momento un margine più o meno ampio di vittoria al candidato democratico, Norpoth ricorda quanto avvenne quattro anni fa. "Nel 2016, quando i sondaggi e gli esperti prevedevano tutti la vittoria di Hillary Clinton, il mio modello fu praticamente l'unico a prevedere la vittoria di Donald Trump. E lo fece a partire dal 7 marzo di quell'anno, assegnandogli l'87% di possibilità di successo".

Grazie al 'Primary Model', Norpoth è considerato negli Stati Uniti il 'maverick' dei sondaggisti, l'anticonformista dei politologi. E però, alla fine, indovina (quasi) sempre il risultato. Ma come funziona il 'modello' che ha messo a punto? "E' un modello statistico che si affida alle primarie presidenziali e, in aggiunta, al ciclo elettorale per prevedere l'esito delle elezioni generali. Quest'anno, il modello è stato calibrato per prevedere il voto del collegio elettorale", spiega, in riferimento all'insieme di grandi elettori (538), che secondo la Costituzione hanno il compito di eleggere ogni quattro anni il presidente Usa.

A sostegno delle sue tesi, Norpoth sottolinea che il suo modello, applicato anche al passato, "ha indovinato i vincitori di 25 elezioni su 27 a partire dal 1912, l'anno in cui furono introdotte le primarie. Gli unici errori riguardano il 1960, una delle elezioni presidenziali col margine più ristretto di sempre, e il 2000, quando il riconteggio in Florida assegnò la vittoria a Bush; ma Al Gore vinse comunque il voto popolare".

"Vincere le prime primarie - continua - è fondamentale per la vittoria elettorale a novembre. Da parte democratica, Joe Biden e Bernie Sanders si sono divisi le primarie in New Hampshire e South Carolina, mentre Trump ha vinto facilmente le primarie repubblicane in New Hampshire - le primarie repubblicane in South Carolina quest'anno sono state cancellate".

Inoltre, "ciò che favorisce Trump per il 2020 è il ciclo delle elezioni presidenziali che opera da quasi 200 anni". Il politologo spiega meglio: "Dopo un mandato alla Casa Bianca, il partito uscente è favorito per la rielezione, a meno che non abbia alle spalle due o più mandati". Per affinare il suo modello, Norpoth ha incorporato i dati delle elezioni a partire dal 1912. "Per le elezioni precedenti al 1952, sono stati inseriti i dati di tutte le primarie. A partire dal 1952, come regola, sono stati usati solamente i dati delle primarie in New Hampshire. Quelle in South Carolina sono state inserite a partire dal 2008".

"Sia Obama a suo tempo, che Hillary Clinton nel 2016, hanno entrambi goduto del forte sostegno di uno degli elettorati democratici più leali, gli afroamericani, che sono numericamente pochi in New Hampshire - sottolinea Norpoth - Così ha fatto Joe Biden quest'anno, affidandosi alla South Carolina come sua 'trincea'". Una trincea che però, a giudizio del 'mago' delle previsioni politiche, verrà agevolmente superata da Donald Trump, che conquisterà la Casa Bianca per altri quattro anni.



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