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Fonte: cnr

Tapum: la centralina del Cnr al servizio della storia

L'Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima del Cnr, in occasione del progetto Tapum, ha fornito agli alpinisti, che hanno ripercorso tutto il fronte della prima guerra mondiale ‘Dallo Stelvio al mare', un prototipo di centralina per il monitoraggio atomosferico e delle polveri sottili Nell'ambito del progetto TAPUM (www.tapum.it), l'Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR - ISAC) ha fornito agli alpinisti che hanno percorso per la prima volta in integrale continuativa tutto il fronte della prima guerra mondiale ‘Dallo Stelvio al mare', come recitano gli atti ufficiali, un prototipo di centralina per il monitoraggio delle polveri sottili, incluso il black carbon (BC), fornendo inoltre previsioni sulla concentrazione del particolato atmosferico. A causa delle non facili condizioni ambientali e delle fasi di messa a punto, il sistema ha funzionato per circa il 70% dei giorni. Le misure sono state eseguite dalla quota più bassa in prossimità del lago di Garda (100 m slm) a quella più elevata sulla vetta del Gran Zebrù (3871m) e, in alcuni casi, anche all'interno dei rifugi. I dati preliminari mostrano generalmente concentrazioni più basse di particolato fine, grossolano e di BC oltre i 2.000 m di quota e più elevate al di sotto dei 1000 m. Questi valori sono stati confrontati con quelli misurati presso l'Osservatorio Climatico CNR "Vittori" a Monte Cimone (http://www.isac.cnr.it/cimone), sull'Appennino Settentrionale, 2165 m slm (ospitato nelle strutture dell'Aeronautica Militare e già Rifugio del CAI di Modena intitolato al sottotenente Gino Romualdi, Medaglia d'Argento al V.M., morto durante la Prima Guerra Mondiale). In particolare, la tappa Rifugio Branca 2493 m - Rifugio Bonetta 2652 m (29 agosto) mostra valori di BC e particolato fine inferiori anche di un ordine di grandezza rispetto quelli registrati a Mt. Cimone, che si trova ad una quota inferiore e, soprattutto, affacciato direttamente sulla Pianura Padana. Al contrario la tappa Rovereto 204 m - Rifugio Zugna 1616 m (8 settembre) è caratterizzata da valori notevolmente più elevati di quelli registrati a Mt. Cimone, a possibile conferma dell'influenza delle attività antropiche e del traffico veicolare sulla qualità dell'aria a basse quote. Un dato interessante, ancorché preliminare, riguarda le concentrazioni non trascurabili di questi composti registrate all'interno di alcuni rifugi. I test sulle Alpi, dopo quello eseguito a inizio agosto all'Osservatorio Vittori, hanno confermato l'affidabilità degli strumenti impiegati e del loro assemblaggio in una configurazione trasportabile adattata a condizioni particolarmente avverse come quelle dell'alta montagna. La centralina è attualmente impiegata in Himalaya, nell'ambito del progetto SHARE che abbina misure indoor nelle abitazioni della valle del Khumbu, per misurare BC e particolato atmosferico emessi dai fuochi accesi per cucinare o riscaldarsi, allo stato di salute delle popolazioni locali che passano molte ore all'interno, soprattutto nella stagione invernale. I risultati di queste attività sono presentati oggi da Sandro Fuzzi del CNR-ISAC al COP20 di Lima in Perù. Il lavoro "SCLP emissions impact on mountain regions of the Himalayas" vede la collaborazione tra CNR-ISAC, Istituto di fisiologia clinica CNR-IFC, Centro di Studi Biomedici dell'Università di Ferrara, Associazione EvK2CNR e Università di Urbino. Durante il percorso alpinistico di Tapum, in collaborazione con il progetto PON I-AMICA del CNR, il sistema modellistico WRF/CHIMERE con risoluzione spaziale di 3x3 kmq ha fornito previsioni a 3 giorni delle concentrazioni al suolo di PM10, della frazione carboniosa del paticolato atmosferico (BC) e del particolato di tipo crostale di origine naturale (es. polveri desertiche). Un bollettino meteorologico giornaliero di supporto per il team alpinistico è inoltre stato prodotto dal CNR - IBIMET (Istituto di biometeorologia), anche con l'aiuto di Servizio Meteorologico Regionale della Lombardia e Meteotrentino. È importante ricordare che i composti inquinanti, come il BC ed il PM, non conoscono quei confini geografici o politici per i quali, durante la Prima Guerra Mondiale, tante persone persero la vita nelle aree dove ora possiamo tranquillamente passeggiare, sciare o arrampicare. Il particolato assorbente, come l'aerosol minerale ed il carbonio elementare, può raggiungere le alte vette alpine e depositarsi sui ghiacciai e sul manto nevoso modificandone il potere riflettente, l'albedo, e accelerandone la fusione già critica a causa dal riscaldamento globale. Il nostro impegno nel Progetto Tapum, in questo ‘Cammino della memoria', vuole unire il passato nel ricordo di chi ha perso la vita nella Grande Guerra, all'impegno della Ricerca scientifica per promuovere un mondo migliore e la pace tra chi lo abita, anche attraverso ricerche in grado di promuovere la salvaguardia dell'ambiente. In particolare, la riduzione dell'inquinamento atmosferico rappresenta una delle gradi sfide del nostro tempo. Infatti, come riportato recentemente dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS, marzo 2014), in conseguenza dell'esposizione all'inquinamento atmosferico, nel 2012 sono morte circa 7 milioni di persone, il doppio rispetto alle precedenti stime OMS e quasi la metà dei caduti di tutta la Grande Guerra, provando che esiste una forte connessione tra l'esposizione all'inquinamento atmosferico e lo sviluppo di disturbi respiratori, cardiocircolatori e insorgenza di tumori. Questo è anche l'impegno che ci vede presenti alla 20a Conference of Party di Lima. Riferimento: per informazioni: Paolo Bonasoni, Isac-Cnr - email: p.bonasoni@isac.cnr.it Allegati: Presentazione


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