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Napolitano scrive al Papa: "Ancora troppe forme di schiavitù, spetta ai governi agire"

02 gennaio 2015 | 16.06
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Il presidente della Repubblica in una lettera a Bergoglio in occasione della Giornata Mondiale della Pace: "Altrettanto deciso deve essere lo sforzo nella lotta alla criminalità, dallo sfruttamento della prostituzione alla pratica del lavoro nero, dalla corruzione al traffico di esseri umani"

 (Infophoto)
(Infophoto)

"Il fenomeno drammatico della schiavitù, come puntualmente richiamato da Vostra Santità, è solo apparentemente lontano da noi, nel tempo e nello spazio. Al contrario, e malgrado la quotidiana condanna sul piano del diritto e le reiterate dichiarazioni di principio, sono ancora oggi troppo frequenti e diffuse molteplici forme di privazione della libertà e dignità degli esseri umani". Lo scrive il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in una lettera inviata a papa Francesco, dove sottolinea che "il suo messaggio in occasione della celebrazione della 48/ma Giornata Mondiale della Pace è stato per me, come ogni anno, occasione di attenta e partecipe riflessione".

Un testo, nota ancora il capo dello Stato, contenente considerazioni "al centro dell’agenda politica nazionale ed europea, a partire dal tema dell’accoglienza per i migranti ed i richiedenti asilo, sul quale Vostra Sanità ha voluto, sin dal principio del Suo Pontificato, attirare l’attenzione dell’opinione pubblica mondiale".

"Se, infatti, alla base del fenomeno della riduzione in schiavitù vi è indubbiamente una concezione antropologica distorta e distorsiva, spetta alle Istituzioni e ai governi - afferma ancora il capo dello Stato - agire sulle cause sociali ed economiche che portano alcuni esseri umani ad abusare di altri, attraverso forme di costrizione fisica e psicologica mentre, sul piano politico, l’attenzione deve essere rivolta in primo luogo alle politiche del lavoro e all’istruzione, che costituiscono gli strumenti fondamentali per costruire una società più giusta e rispettosa dell’uomo. Altrettanto deciso deve essere lo sforzo nella lotta alla criminalità nelle sue svariate forme, dallo sfruttamento della prostituzione alla pratica del lavoro nero, dalla corruzione al traffico di esseri umani".

"Condivido l’ammirazione e la gratitudine espresse da Vostra Santità per 'l’enorme lavoro silenzioso' delle tante associazioni di volontariato, sia religiose che laiche, attive in questi campi, spesso a costo di grandi sacrifici personali da parte dei loro membri. La loro quotidiana fatica deve costituire uno sprone per i responsabili della vita politica, affinché si impegnino al loro fianco per garantire a tutti condizioni di vita migliori".

"A conclusione di questa rapida riflessione mi permetta, Santità, di condividere il Suo invito a trasformare il fenomeno, per molti aspetti controverso, della globalizzazione in una forza positiva e coinvolgente 'di solidarietà e di fratellanza', che possa avvicinare - auspica Napolitano - soggetti diversi e non contribuire invece a rendere ancor più difficili da colmare le disparità economiche e le divaricazioni sociali oggi esistenti".

"Con questa speranza e nella certezza di farmi interprete dei sentimenti del popolo italiano - conclude il presidente della Repubblica - le rivolgo, Santità, un fervido e sincero augurio per il nuovo anno e per la prosecuzione della Sua missione apostolica".

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