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Domani fine pena per Berlusconi: basta restrizioni, ma martedì nuova udienza in Cassazione

Non dovrà più rispettare le regole del tribunale di Sorveglianza dopo la condanna nel processo sui diritti tv

POLITICA
Domani fine pena per Berlusconi: basta restrizioni, ma martedì nuova udienza in Cassazione

Silvio Berlusconi ha finito di scontare l'affidamento in prova ai servizi sociali

Silvio Berlusconi può tornare alle sue abitudini: domani 'scadranno' le 12 regole stabilite dal tribunale di Sorveglianza di Milano che gli ha concesso un anno di affidamento in prova ai servizi sociali dopo la condanna definitiva nel processo sui diritti tv per frode fiscale (quattro anni di cui tre indultati, ndr). Dodici mesi in cui l'ex premier ha rispettato il vincolo di non allontanarsi dalla Lombardia (dal martedì al giovedì poteva risiedere a Roma a Palazzo Grazioli per svolgere attività politica), di astenersi dalle uscite notturne, di non frequentare pregiudicati o tossicodipendenti, né luoghi nei quali ci sarebbe la possibilità di incontrarli, di osservare il coprifuoco dalle 23 alle 6.


Restrizioni che il leader di Forza Italia ha dovuto seguire alla lettera - oltre a dover limitare le sue dichiarazioni nei confronti della magistratura - e che lo hanno visto impegnato, tutti i venerdì a partire dallo scorso 9 maggio, all'istituto Sacra famiglia di Cesano Boscone accanto ad anziani malati di Alzheimer. Un'"esperienza toccante" e "una pausa di serenità", a dire dello stesso Berlusconi che si è guadagnato dal giudice Beatrice Crosti lo 'sconto' di 45 giorni per il comportamento tenuto durante la misura alternativa alla detenzione. Da domani recupererà tutti i suoi diritti - resta incandidabile vista la legge Severino (la difesa dell'ex Cav ha fatto ricorso a alla Corte Europea contro la retroattività della normativa) - ma il rapporto tra l'ex premier e le aule di giustizia non è al capolinea.

Martedì, 10 marzo, in Cassazione si discuterà del caso Ruby dopo l'assoluzione in appello di Berlusconi e la condanna a 7 anni in primo grado per concussione e prostituzione minorile. Non solo: l'ex premier è accusato di aver corrotto con 3 milioni il senatore Sergio De Gregorio perché passasse tra le fila le sue partito (accusa corruzione e finanziamento illecito ai partiti, a Bari deve rispondere del caso escort, secondo l’accusa avrebbe pagato l’imprenditore Gianpaolo Tarantini per mentire sulle escort portate nelle sue residenze tra il 2008 e il 2009. A Milano, infine, continuano a ritmo serrato le indagini su 'Ruby ter'.



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