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Cybersecurity, Boschi difende la scelta di Carrai

POLITICA
Cybersecurity, Boschi difende la scelta di Carrai

"L'unica autorità politica che è preposta alla gestione dei Servizi di sicurezza è stato, è e sarà il senatore Marco Minniti, che è legato al presidente del Consiglio e a tutto il governo da rapporto di piena stima e fiducia". E poi: "Ovviamente il governo, così come le altre istituzioni, ha la facoltà di avvalersi di consulenze di carattere tecnico, scegliendo tra vari profili". La precisazione del ministro Maria Elena Boschi al question time sul caso Carrai viene letta da molti come una conferma delle intenzioni del premier Matteo Renzi di chiamare a palazzo Chigi 'l'amico' Marco Carrai come responsabile cyber security.


Ambienti parlamentari della maggioranza Pd danno la decisione per presa. Al netto delle polemiche. Tuttavia, il clamore attorno al caso Carrai sta crescendo di ora in ora. Oggi, mentre il ministro Boschi rispondeva in aula alla Camera sulla vicenda, Renato Brunetta e Maurizio Gasparri hanno fatto irruzione alla Copasir dove era in corso una riunione proprio sul caso Carrai. Un'occupazione "dimostrativa", hanno spiegato minacciando la richiesta di un intervento del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, se Renzi chiamerà Carrai a palazzo Chigi.

"Boschi al non ha smentito né minimizzato. Dicendo semplicemente che palazzo Chigi può dare consulenze, di fatto confermando la notizia che il dottor Carrai del giglio magico può assumere un ruolo così importante. C'è uno sconcerto diffuso anche da parte dei membri del Copasir sulla cosa", ha detto Brunetta. E quindi Gasparri: "La notizia deve essere subito smentita. Se Berlusconi avesse fatto una cosa del genere ci sarebbe stata la rivoluzione in piazza". All'attacco anche i 5 Stelle che chiederanno al Copasir di sentire Renzi: "Chiederemo una convocazione straordinaria per valutare l'assurda e sempre piu' pericolosa vicenda", annuncia Angelo Tofalo del M5S.



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