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Pd, Boschi a Speranza: "Contro l'Italicum e poi critica maggioranze spurie"

POLITICA
Pd, Boschi a Speranza: Contro l'Italicum e poi critica maggioranze spurie

"Trovo strano particolarmente singolare che chi come lui questa legge elettorale non l'ha votata poi ci venga a dire che non vanno bene le coalizioni e le maggioranze spurie. Se facciamo una legge elettorale che le coalizioni non le prevede, forse è più semplice che un partito possa poi riuscire a portare avanti il suo programma". Lo ha detto il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi, parlando alla scuola di formazione politica del Pd che riaccende la polemica interna con la minoranza Pd, in questi giorni alle stelle per la vicenda dei voti di Verdini alle unioni civili.


A difendere le scelte del partito è anche il capogruppo dei deputati Ettore Rosato: "Noi in Senato - ricorda - abbiamo i numeri che conoscono tutti: il Pd ha 'non vinto le elezioni' per cui questa legislatura è nata sotto il segno delle grandi intese. Dopo le elezioni Verdini e i suoi hanno votato la fiducia al governo Letta, questi sono i fatti".

Quanto al congresso, Guerini sottolinea che "è previsto nel 2017, chi si vuole candidare per quella data lo faccia presentando una linea politica e un programma. Fino ad allora non mancheranno come non sono mancate le sedi politiche di discussione come Direzione e Assemblea nazionale".

Critiche da Sel. "Rosato è contento, Verdini è contento. Renzi è contento. Credevo si parlasse delle unioni civili, invece era un ballo in maschera del teatrino politico, dove ormai è impossibile riconoscere i confini tra destra e sinistra". Attacca il capogruppo di Sinistra Italiana alla Camera, Arturo Scotto, che parla della "più grande operazione trasformistica della storia repubblicana".

"Con i nostri voti siamo stati determinanti. Quindi la legge sulle unioni civili è nostra. E’ Ala", intanto i verdiniani ribadiscono il loro contributo alla maggioranza, per bocca del presidente dei senatori di Alleanza Liberalpopolare-Autonomie, Lucio Barani. Checommenta anche il disagio manifestato da Speranza e la minoranza Pd: "Il disagio Speranza da capogruppo Pd non ce l'aveva quando era nel governo Letta, con Berlusconi, con Verdini, con Alfano. Non si è posto il problema e ha votato tutte le fiducie. Se lo pone adesso perché la minoranza dem ha un conto da regolare tutto interno al Partito democratico, con il segretario-presidente Renzi".



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