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AdnKronos Comunali, Cappato: "3 miliardi per cambiare Milano. Destra e sinistra impresentabili"

POLITICA
AdnKronos Comunali, Cappato: 3 miliardi per cambiare Milano. Destra e sinistra impresentabili /Video

Una fiche da tre miliardi di euro per cambiare il volto alla città di Milano: dalla mobilità alle case, dall'ambiente all'inquinamento. La mette sul tavolo Marco Cappato, candidato sindaco con i Radicali, che intervistato allo speciale AdnKronos dedicato alle elezioni comunali annuncia il suo piano per rilanciare la città.


''Tutti - dice - promettono trasporti, sicurezza e aree verdi, il problema è che nessuno spiega dove si prendono i soldi in una situazione di 4 miliardi di debiti del Comune e di riduzione dei trasferimenti statali. Noi proponiamo che il Comune disinvesta nei settori che potrebbe gestire lo Stato: aeroporti autostrade, gestione dell'energia. Ci sono quasi tre miliardi di euro immobilizzati lì; una volta liberati si può investire nella conversione ecologica e sociale delle infrastrutture comunali liberalizzando appunto i servizi e ottenendo in questo modo le risorse necessarie per affrontare questi problemi''.

In particolare sul piano dei trasporti si potrebbe pensare, per il flusso dei pendolari ''a un biglietto unico integrato della città metropolitana per diminuire la pressione di 600mila auto che entrano ogni giorno a Milano e a una nuova linea metropolitana, eppoi alla pedonalizzazione del centro che, insieme alla riapertura dei navigli, cambierebbe il volto alla città anche sul piano della mobilità''.

Il concetto da applicare è quello di ''restituzione delle risorse potenziando il trasporto pubblico'' intervenendo così anche sulla riduzione dell'inquinamento dato che a causa di questo ''ci sono 5mila morti all'anno''.

Con fondi reali, secondo Cappato, si potrebbero affrontare con serietà i temi ''del verde e delle case popolari, dove è indispensabile l'intervento del Comune''. E a chi critica l'operazione di dismissione dei beni cittadini risponde sottolineando che ''non si tratta di svendere il patrimonio, ma di convertirlo sulle nuove priorità della qualità della vita, e cioè di lavorare e produrre in modo compatibile con l'ambiente''.

Per esempio ''ci sono grandi aree che andrebbero convertite a verde e invece si preparano nuove speculazioni immobiliari. Ex scali familiari, ex caserme ex aree expo, sono tutti pronti a fare affari. Anche il carcere di San Vittore lo vogliono dare alla Cassa Depositi e prestiti dove siede tra l'altro lo stesso Sala''.

E sul fisco locale Cappato non ha dubbi: ''vogliamo poter lasciar decidere i cittadini come succede in Svizzera''. L'obiettivo ''è assicurare che i soldi delle tasse siano usati correttamente da chi detiene la responsabilità di gestire la città''.

Inoltre, parlando degli altri schieramenti, ''i grossi schieramenti si sono affidati a due manager parastatali come Sala e Parisi perché considerano se stessi impresentabili. Per questo motivo hanno dovuto cambiare sigle e volti, non riuscendo più a presentarsi con il proprio'' sostiene Cappato, spiegando perché destra e sinistra non dovrebbero governare la città.

''Noi - sottolinea - siamo stati nel consiglio comunale quelli che hanno reso pubblici i privilegi, dalle esenzioni della sosta a quelle delle corsie preferenziali, ai biglietti omaggio. E' con le nostre delibere di iniziativa popolare che Milano ha ottenuto i progressi sui diritti civili, sul testamento biologico, sulle unioni civili. Oggi siamo gli unici ad avere una credibilità per rappresentare queste battaglie. E abbiamo promosso cinque referendum consultivi su ambiente e qualità della vita''. Come radicali ''portiamo avanti un progetto basato sul rispetto delle regole e riteniamo che sia giusto far decidere i direttamente i cittadini''.

I partiti tradizionali invece, secondo Cappato, non riescono a staccarsi da vecchie logiche: ''Prendiamo le partecipate, sono così attaccati alle aziende comunali perché lì fanno tutte le loro nomine, dai membri del cda ai dipendenti, alla cura delle loro clientele, noi invece vogliamo finirla con le clientele. Le nomine devono essere fatte sulla base della professionalità e della valutazione dei curriculum''.

Ma basta anche con le promesse da campagna elettorale: ''Tutti - dice - promettono trasporti, sicurezza aree verdi; il problema e che nessuno dice dove si prendono i soldi visto che il Comune di Milano ha quattro miliardi di debiti e vede ridotti i trasferimenti statali. Noi proponiamo che il Comune disinvesta nei settori che potrebbe gestire lo Stato: aeroporti autostrade gestione dell'energia ci sono quasi tre miliardi di euro immobilizzati lì e che si potrebbero utilizzare per la città'', dalle case ai trasporti all'ambiente''.



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