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Italicum, Consulta boccia ballottaggio e salva premio di maggioranza

POLITICA
Italicum, Consulta boccia ballottaggio e salva premio di maggioranza

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No al ballottaggio, sì al premio di maggioranza. Sono queste le decisioni della Corte Costituzionale sulla legittimità della legge elettorale Italicum. I giudici, riuniti ieri e oggi in camera di consiglio al palazzo della Consulta, si sono pronunciati sulle questioni di legittimità costituzionale sollevate da cinque diversi Tribunali ordinari: Messina, Torino, Perugia, Trieste e Genova. Dopo questa sentenza, "la legge elettorale è suscettibile di immediata applicazione", si specifica.


"La Corte - riferisce una nota della Consulta - ha respinto le eccezioni di inammissibilità proposte dall’Avvocatura generale dello Stato. Ha inoltre ritenuto inammissibile la richiesta delle parti di sollevare di fronte a se stessa la questione sulla costituzionalità del procedimento di formazione della legge elettorale, ed è quindi passata all’esame delle singole questioni sollevate dai giudici".

Nel merito, "ha rigettato la questione di costituzionalità relativa alla previsione del premio di maggioranza al primo turno e ha invece accolto le questioni relative al turno di ballottaggio, dichiarando l’illegittimità costituzionale delle disposizioni che lo prevedono".

Inoltre, "ha accolto la questione relativa alla disposizione che consentiva al capolista eletto in più collegi di scegliere a sua discrezione il proprio collegio d’elezione. A seguito di questa dichiarazione di incostituzionalità, sopravvive comunque, allo stato, il criterio residuale del sorteggio". Infine, ha dichiarato "inammissibili o non fondate tutte le altre questioni".

Ecco l'Italicum corretto dalla Consulta

LE REAZIONI - "Il Pd propone il Mattarellum. Poi, se il Parlamento non dovesse ritrovarsi sul Mattarellum, per andare a votare si possono utilizzare le leggi uscite dalla Consulta" afferma Ettore Rosato, capogruppo Pd alla Camera, ai cronisti a Montecitorio.

"Fumata bianca della Consulta. Habemus Legalicum! Ora c'è una legge elettorale costituzionale e pronta all'uso per il voto subito" scrive Beppe Grillo sul blog. "Nella sentenza è specificato che: 'la legge elettorale è suscettibile di immediata applicazione'. Non ci sono più scuse". Scrive ancora Grillo: "Ci presenteremo agli elettori come sempre senza fare alleanze con nessuno. L'alternativa sono gli stessi partiti che hanno distrutto l'Italia".

Con qualunque legge elettorale bisogna andare ''subito alle elezioni". Subito dopo Pasqua, "il 23 aprile sarebbe un bellissimo giorno per votare" dice Matteo Salvini a SkyTg24 dopo la sentenza della Consulta.

Il presidente dei deputati FI, Renato Brunetta, sottolinea che "per la totale divergenza tra il sistema elettorale della Camera rispetto a quello del Senato, serve un passaggio parlamentare molto impegnativo per ottemperare anche al monito del Presidente della Repubblica per due sistemi elettorali omogenei e coerenti che assicurino la governabilità. Una volta esperito tale passaggio, si potrà andare alle elezioni". "Quindi - aggiunge - bisogna aspettare le motivazioni".

Il presidente emerito della Corte Costituzionale, Cesare Mirabelli, afferma all'Adnkronos che dopo il pronunciamento della Corte Costituzionale, con "la dichiarazione di illegittimità di alcune parti dell'Italicum", restano valide le indicazioni del presidente della Repubblica, di "rendere omogenee le leggi per Camera e Senato, perché questa è una cosa che la Corte non può fare, ora tocca al Parlamento".

"Nel merito delle decisioni - sottolinea il giurista - sono state accolte le questioni che riguardavano il ballottaggio, e quindi ora si voterebbe a turno unico. Sarà interessante conoscere le motivazioni, perché ritengo che non sia esclusa in assoluto la possibilità di introdurre un ballottaggio, ma probabilmente, se venisse introdotto, sarebbe ritenuta illegittima la modalità".

"Il sorteggio? Era già previsto dalla legge nel caso che il candidato eletto non scegliesse il collegio - ricorda Mirabelli - Bocciata l'opzione di scelta resta vivo il sorteggio, per evitare che l'eletto scelga chi gli subentrerà negli altri collegi".



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