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Lega Nord, Natale amaro: ecco i licenziamenti

POLITICA
Lega Nord, Natale amaro: ecco i licenziamenti

(Immagine d'archivio - Fotogramma)

Natale a casa. E' il destino degli ultimi dipendenti della Lega Nord, licenziati dal partito guidato da Matteo Salvini proprio in prossimità delle feste natalizie. Ad annunciare la fine del rapporto lavorativo, a quanto apprende l'Adnkronos, una lettera recapitata a una quindicina di dipendenti di Via Bellerio negli ultimi giorni.


Che non sia un momento felice per le casse del Carroccio - volendo ricorrere a un eufemismo - è cosa nota. E infatti nella missiva, per giustificare la scelta drastica, si fa riferimento all'"andamento della situazione economico finanziaria" tale da "non consentire la salvaguardia" di tutte le risorse in forza al partito e alla "riduzione da parte del Ministero del lavoro e delle politiche sociali del complessivo periodo di proroga della Cigs a 7 mesi e 15 giorni" anziché 12 inizialmente concessi.

L'anno scorso la Lega Nord aveva infatti sottoscritto con Ministero del lavoro e sindacati un accordo relativo alla presentazione della domanda di cassa integrazione per la durata di 12 mesi a decorrere dal 3 aprile 2016. Il 7 aprile 2017 la Lega - come si legge nell'ultimo bilancio - ha siglato un nuovo accordo "avente come oggetto la proroga di ulteriori 12 mesi della cassa integrazione guadagni straordinaria per riorganizzazione". Ma la Cigs questa volta è terminata in anticipo.

A pesare sulla decisione, come spiegato nella lettera, è anche il sequestro dei fondi del Carroccio ordinato dal Tribunale di Genova dopo la sentenza di primo grado nei confronti di Umberto Bossi e Francesco Belsito, accusati di truffa allo Stato sui rimborsi elettorali per circa 49 milioni. Insomma: la cura draconiana attuata dalla Lega, che tra il 2015 al 2016 aveva già imposto una riduzione del personale di Via Bellerio da 34 a 29 unità, sembra ormai arrivata al suo ciclo finale.

Intanto il malcontento per la gestione della situazione dei dipendenti da parte dei vertici leghisti monta tra la base storica del Carroccio. Un attivista della prima ora parla di "smantellamento della rete della Lega: con questi licenziamenti hanno distrutto la nostra struttura al Nord... se c'era ancora qualche sede aperta, così la chiudono", commenta rassegnato.



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