Scontro Di Maio-Salvini, è stallo

POLITICA
Scontro Di Maio-Salvini, è stallo

(Senato Repubblica /Twitter)

"Di tempo non ce n'è più. Entro questa settimana Salvini deve decidere". E' stallo con relativa fumata nera al primo giro di consultazioni, dopo lo scontro fra M5S e Lega. Luigi Di Maio ha lanciato infatti l'ultimatum al segretario della Lega al termine del colloquio con la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, cui stamane il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha affidato l'incarico di verificare l'esistenza di una maggioranza di governo tra centrodestra e M5S.


Il tempo di incontrare la stampa a Catania, dove si trova per un'iniziativa politica, ed è quindi arrivata la replica durissima del leader leghista: "L'unico che può rispecchiare il voto è il centrodestra con il Movimento 5 stelle. Sono leale nei confronti non dei partiti ma degli elettori. Non è Salvini che deve mollare qualcuno. Io mantengo fede al voto di un mese fa".

"O Di Maio e Berlusconi smettono di dirsi no a vicenda - ha continuato - o gli italiani non si meritano di andare avanti un mese in questo modo. Il prossimo giornalista chieda a Luigi Di Maio 'senti ma tu sei disponibile come ha fatto Matteo Salvini a fare una passo a lato, pur di far partire il governo?'. Se vi dirà di no è perché vuole fare il premier, e allora non sa stare al mondo".

"Io voglio che gli italiani e il loro voto - ha detto - vengano rispettati e quindi l'unico governo che può nascere è tra coloro che hanno vinto le elezioni, centrodestra e cinque stelle. Io chiedo a Di Maio se è disponibile a fare quello che ho fatto io. A dire - ha aggiunto - pur di fare partire il Governo e a fare il bene dell’Italia, io faccio un passo indietro. Luigi Di Maio deve dire, non a me, ma agli italiani 'sì per responsabilità, umiltà e sono disponibile a fare un passo al lato pur di dare un Governo a questo Paese'. Oppure dire agli italiani ‘no, io sono io, io sono il sole, o comando io o non succede niente'. E avanti con i veti incrociati Di Maio-Berlusconi, Berlusconi-Di Maio".

"La situazione nazionale mi sembra assolutamente chiara - ha ribadito -. La Lega, che è il movimento che ha avuto il maggior aumento di voti a livello nazionale, si dice disponibile a fare un passo a lato pur di far partire il governo in questo paese, ci sono i secondi arrivati che dicono 'comando io, oppure governo con Renzi'. Auguri", ha detto, aggiungendo: "Spero che dalle parti di Forza Italia nessuno pensi ad un governo per con il Pd".

"Più di questo - ha evidenziato Salvini - io e la Lega non possiamo fare. Io comincerei anche domattina a governare, non tradisco il voto degli italiani e non prendo neanche in considerazione l’ipotesi di andare al governo con Renzi di cui voglio smontare tutte le riforme pessime fatte in questi anni". "Se Di Maio - ha sottolineato - continua a dire 'io o nessuno' vuol dire che non vuole governare o che vuole governare con il Pd e con Renzi. Lo dica ai milioni di italiani che hanno votato per voltare pagina".

"Io mi rifiuto - ha affermato ancora - di guidare un Governo che deve fare scelte importanti, cancellare la Fornero, espellere i clandestini, inviare i trattati europei andando a cercare alla Camera e al Senato qualche parlamentare che pur di non mollare la poltrona vota la fiducia di settimana in settimana. Non sarebbe un Governo serio".

Nessun cedimento da parte di entrambi, quindi, con il capo politico del Movimento che nel pomeriggio aveva nuovamente esortato Matteo Salvini a consumare lo strappo con Berlusconi. "Deve capire l'importanza del contratto di governo e fare questa scelta questa settimana", ha aggiunto. "Queste consultazioni dimostreranno che l'idea di un governo del centrodestra è fallita".

"Come detto più volte - ha continuato Di Maio - il centrodestra per noi è un artifizio elettorale, lo dimostra anche il fatto che si presenta diviso anche a queste consultazioni e il leader neanche ci viene". "Abbiamo ribadito che il M5S è pronto a sottoscrivere il contratto di governo con la Lega e non con tutto il centrodestra. La Lega e il M5S sono le uniche forze in grado di dialogare", ha specificato, sottolineando che "poteva già nascere un governo del cambiamento".

"Noi e la Lega - ha poi aggiunto - siamo le uniche due forze politiche che non si pongono veti a vicenda. Questo andrebbe compreso, e invece continuiamo a vedere la Lega propinarci l'ipotesi un governo dell'ammucchiata del centrodestra. Io sono stato accusato da Salvini di porre dei veti. Ma non si capisce perché io non possa porlo su Berlusconi ma lui possa porlo sul Partito democratico", ha sottolineato Di Maio.

LEGA - Qualche ora più tardi, arriva anche la replica dei capigruppo leghisti di Senato e Camera, Gianmarco Centinaio e Giancarlo Giorgetti nella dichiarazione alla stampa seguita all'incontro con la seconda carica dello Stato: "Al presidente Casellati abbiamo ribadito che siamo pronti a formare un governo come indicato dagli italiani che hanno premiato il centrodestra come prima coalizione e il Movimento 5 stelle come primo partito. Ci sembra che Mattarella abbia condiviso questa impostazione con il mandato affidato a Casellati".

Giorgetti ha sottolineato che "noi abbiamo dato prova di responsabilità facendo alcuni passi indietro: Salvini non ha posto pregiudiziali per la formazione del governo, chiediamo che Di Maio faccia altrettanto per dare finalmente un governo all'Italia. Se i veti cadono - ha detto - già all'inizio della prossima settimana siamo pronti a fare il governo".

"Berlusconi si è dimostrato aperto, lo valutiamo favorevolmente", ha poi aggiunto Giorgetti durante la registrazione di ‘Porta a Porta’, in onda questa sera. "E' questa la notizia di oggi", aggiunge il leghista. E rivolgendosi a Di Maio, afferma: "Almeno uno sforzo lo faccia. Di fronte a questi due veti e pregiudiziali - spiega - è impossibile fare passi in avanti e di fronte a questo il tentativo della Casellati è destinato a fallire".

"Non ci piace il governo del presidente - ha aggiunto rispondendo a una domanda di Vespa su un eventuale governo del Presidente -, ma in questo frangente Salvini è più statista di altri e farà le sue valutazioni".

"La prima scelta del Presidente della Repubblica è coerente con quella del popolo italiano, le elezioni le ha vinte il centrodestra e anche il M5S", continua Giorgetti, sottolineando come un incarico a Fico invece sarebbe "non comprensibile" per gli italiani, potendo portare a un accordo M5S-Pd. "Se si vuole tirare in ballo anche chi ha perso le elezioni sarà difficilmente comprensibile agli italiani ma può avvenire". "E' un quadro verosimile, possibile e non auspicabile" conclude Giorgetti.

FORZA ITALIA - "Di Maio ha confermato di non accettare un accordo con il centrodestra nella sua universalità e, anzi, ha tacciato il centrodestra di essere una coalizione artificiale. Questo è lontano dalla realtà: abbiamo governato insieme la Repubblica e insieme governiamo diverse regioni, insieme ci siamo presentati alle elezioni regionali e abbiamo siglato lo stesso programma: 172 nostri parlamentari sono stati eletti con i voti degli elettori dei tre partiti. E' una coalizione che non può essere definita artificiale". Così Silvio Berlusconi nella dichiarazione ai giornalisti a Palazzo Giustiniani dopo l'incontro con il presidente del Senato.

Il leader azzurro ha poi continuato: "Da parte nostra non sono mai stati messi veti nei confronti di nessuno. I veti sono venuti a noi dai Cinquestelle. Fi, e il presidente di Fi, non ha mai posto veti ad una alleanza di centrodestra con M5S. Casomai, abbiamo detto che spetta al centrodestra esprimere il premier, e alla Lega che ha preso più voti. Questa è la situazione, abbiamo le nostre idee su come risolvere la questione urgente e importante del governo del Paese, ma questo non è il momento di dichiararlo".

"Probabilmente domani ci sarà un nuovo giro di consultazioni e mi sono dichiarato completamente a disposizione", ha detto aggiunto, spiegando di aver rinunciato all'impegno elettorale in Molise per rispondere alla richiesta del presidente del Senato che gli ha chiesto di rendersi disponibile per un eventuale nuovo incontro volto a verificare la possibilità di una maggioranza M5S-centrodestra.

Dopo il colloquio con Casellati, il leader di Fi è rientrato a Palazzo Grazioli, accompagnato dalle capigruppo azzurre Bernini e Gelmini. Poco prima aveva fatto il suo ingresso nella residenza romana dell'ex premier anche il governatore della Liguria Giovanni Toti.



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