Home . Fatti . Politica . La tentazione di Minniti

La tentazione di Minniti

POLITICA
La tentazione di Minniti

(Fotogramma)

L'ufficializzazione di Marco Minniti alla corsa per la segreteria Pd ancora non c'è ma sarebbe imminente. "Potrebbe rispondere con una lettera aperta all'appello dei sindaci", si spiega. Al di là dei tempi e dei modi, la candidatura dell'ex ministro dell'Interno viene data per cosa fatta. "Ha deciso", riferisce chi ci ha parlato. E l'area renziana del Pd tira un respiro di sollievo. "E' la mossa del cavallo -si osserva- Renzi non aveva un candidato suo dopo il no di Delrio. Ora, con Minniti, è in campo una candidatura forte che può vincere".


Una candidatura, viene sottolineato, che gode del sostegno dell'area ma che non è 'di Renzi'. "Marco per storia personale e politica è un'altra cosa rispetto a Matteo, ha un profilo autonomo". Intanto, la provenienza ex Ds. Per dirne una. Ma anche gli alti e bassi intercorsi tra i due. Minniti fu l'unico della maggioranza, viene ricordato, a non votare le liste per le elezioni del 4 marzo. Renzi non ricandidò due fedelissimi dell'ex titolare del Viminale - Nicola Latorre e Andrea Manciulli - e la cosa non fu indolore.

Certo, l'entusiasmo del campo renziano si scontra con il fatto che lo sfidante di Minniti, Zingaretti, è sostenuto da gran parte dei big dem: Paolo Gentiloni e Dario Franceschini, tanto per cominciare. Potrebbe arrivare anche l'appoggio di Maurizio Martina che, al momento, sembra intenzionato a non candidarsi. Ed inoltre, su Minniti, non è detto che converga tutta l'area Renzi. Delrio, ad esempio, potrebbe schierarsi con Matteo Richetti.

Anche Matteo Orfini -che dovrebbe presentare una sua candidata tra Katiuscia Marini e Chiara Gribaudo- in uno scontro tra Minniti e Zingaretti, non si schiererebbe con l'ex titolare del Viminale. La distanza maturata tra i due viene data come non recuperabile. Tuttavia, secondo i renziani, la candidatura dell'ex ministro può rimescolare le carte. "Gli stessi Gentiloni e Franceschini sono in grande difficoltà. Un conto sarebbe stato un candidato di bandiera, un conto ci sia Minniti in campo...".

E comunque, se Gentiloni e altri big sono con Zingaretti, con l'ex ministro sono schierati dirigenti che hanno tenuto il partito in questi anni: Luca Lotti, Lorenzo Guerini, Ettore Rosato. E c'è la convinzione, al di là dei posizionamenti interni, che Minniti possa avere un forte appeal nell'opinione pubblica. "Sarà un congresso vero, non c'è un esito scontato", è l'opinione diffusa tra i renziani.

Intanto oggi Zingaretti farà il primo grande evento da candidato, la due giorni a Roma di 'Piazza Grande', mettendo in campo l'ampia rete di relazioni costruita passo passo in questi mesi. Se la candidatura di Minniti è stata lanciata con un appello di 13 sindaci, Zingaretti 'risponde' così: "Le adesioni" a 'Piazza Grande', "sono oltre 3000 di cui 600 amministratori locali. Il primo appuntamento della nostra due giorni partirà con 'Piazza Municipio: gli amministratori per l'Italia nuova', in cui sono previsti interventi di sindaci, assessori e rappresentanti di realtà territoriali di tutta Italia" che sono "uno degli assi portanti della proposta politica di 'Piazza Grande'".



RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Adnkronos.