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Tregua armata

POLITICA
Tregua armata

(Afp)

"Abbiamo il diritto e dovere di andare d'accordo, io condizioni non ne pongo, visto che gli altri sono molto attenti giustamente come lo sono io". Dal Forum Coldiretti, Matteo Salvini torna a parlare dei recenti problemi nella maggioranza dopo le incomprensioni con Di Maio sul dl fiscale stemperando i toni e offrendo una tregua 'armata', ma pur sempre tregua, al M5S. "Quando mi arrivano dei provvedimenti dei 5 Stelle - aggiunge - io spesso vado sulla fiducia li firmo li leggo e non eccepisco alcunché, e non cambio idea dalla sera alla mattina, però ognuno è fatto a suo modo, quindi io rispetto gli alleati con cui stiamo lavorando bene in questi mesi e con cui lavoreremo bene per 5 anni". "Conte ha la mia stima e ha sempre ragione. Però - continua il vicepremier -, l'unica cosa è che stavolta chiederò che quando lui leggerà il decreto e Di Maio prenderà nota, una copia la voglio anche io perché altrimenti poi non vorrei che si ricominciasse da capo". A stretto giro la replica, piccata, del leader pentastellato: "Ovviamente oggi c'è un Cdm, chiariremo questione del condono e della pace fiscale, daremo due copie a Salvini così non si sbaglia, anche perché la smettesse con questa storia della panna montata, non la buttasse in caciara...". Poi la mano tesa: "Ora smettiamola. Io propongo di andare in Cdm, togliamo di mezzo il condono per gli evasori, lasciamo la pace fiscale come scritta nel contratto per aiutare le persone nelle grinfie di Equitalia e poi si va avanti. Siamo una testuggine come governo, mi fa piacere che la Lega non voglia il condono: questo li rende degli amici ritrovati e ripartiamo". E a chi gli chiede se andrà in Procura per sporgere denuncia o se ha avuto un ripensamento, Di Maio taglia corto: "Per quanto mi riguarda l'importante è risolvere il problema politico in questo momento, poi accerteremo tutte le cose".


In ogni caso, spiega ancora Salvini, "io ho detto non vi va bene, ve lo siete scritti, ve lo siete letti, avete cambiato idea, ve lo riscrivete e a me va bene, perché io dalla sera alla mattina non cambio idea". Il leader del Carroccio ha poi escluso di aver parlato con Di Maio: "Ci parliamo in Consiglio dei ministri" e che non ci sarà un vertice prima del Cdm di oggi "visto che sono qua sul lago di Como".

"Ho il decreto sicurezza e immigrazione che arriva in Parlamento, - ha detto - la legge sulla legittima difesa, l'autonomia, stiamo lavorando alla riforma della Fornero, alla flat tax, figurati se metto in discussione un governo su qualche codice o codicillo su cui i 5 stelle hanno ripensato".

"Ho presentato da forza di maggioranza e da ministro dell'Interno un decreto immigrazione e sicurezza concordato a lungo con il mondo, ci abbiamo lavorato per 3 mesi, e se una forza alleata di maggioranza invece di un emendamento me ne presenta 81, se io avessi dovuto comportarmi alla stessa maniera con il decreto di Di Maio avremmo potuto presentare 500 buone idee, però questo lo fanno le opposizioni, non lo fanno le maggioranze. Quindi spero che queste buone idee, che saranno eccezionali, - ha aggiunto - si riducano a un numero più normale, altrimenti il decreto immigrazione lo partoriamo nel 2020".

Ma sul tavolo del Consiglio dei ministri di oggi, precisa Di Maio, il confronto su altri temi "non è all'odg: non c'è trattativa su altri decreti. Per quanto riguarda il dl immigrazione, se ci vediamo un attimo magari chiudiamo l'accordo sugli emendamenti, sul dl Ischia non c'è nessun condono, vogliamo solo aiutare la ricostruzione accelerando le pratiche già esistente di un condono che risale al 2003, quando tra l'altro c'erano al governo loro".

"M5S HA MONTATO UNA PANNA" - "Ma è normale che loro abbiano montato tutta 'sta panna e poi neanche abbiano una proposta?", chiedeva stamane Salvini in un'intervista rilasciata al Corriere della Sera rivolgendosi agli alleati di governo e assicurando che, in ogni caso, l'esecutivo non si trova in acque rischiose: "Io sono un pescatore, mio nonno mi ha insegnato che non si deve mollare mai. E poi, nei comizi tutti mi dicono la stessa cosa, 'Matteo vai avanti, Matteo tieni duro'".

"Io continuo a sperare di lavorare per l'Italia nei prossimi 5 anni - sototlineava - . Ho conosciuto Di Maio come persona corretta e coerente, lui era seduto di fianco a me quando il decreto è stato approvato. Io non ho parlato. Ora, che cosa dovremmo fare? Lo dicano loro. A meno che non siano altri che vogliono far cadere il governo. Noi, a partire dall'Europa, abbiamo tutti contro. Se vogliamo dare questa soddisfazione...". "Il decreto - spiegava il vicepremier leghista - possiamo riscriverlo da zero. Buttarlo e riscriverlo. Ma passare per scemo, questo no", ribadiva Salvini



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