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M5S, slitta la resa dei conti

POLITICA
M5S, slitta la resa dei conti

Salta l'assemblea congiunta dei parlamentari M5S, che avrebbe dovuto tenersi oggi - inizialmente alle 15, poi alle 18.30 - per discutere anche dei provvedimenti e delle decisioni del governo Conte più indigeste all'ala ortodossa del Movimento, dal dl sicurezza alla Tap. La decisione, spiegano i vertici del M5S, si è resa necessaria per il protrarsi dei lavori d'Aula alla Camera, dove continua ad oltranza il dibattito sul dl Genova. L'assemblea congiunta, confermano dallo staff della comunicazione, con ogni probabilità si terrà direttamente la prossima settimana.


"Nell'assemblea di oggi tratteremo i temi ma non è prevista alcuna espulsione" aveva detto questa mattina il vicepremier Luigi Di Maio, a proposito dei senatori M5S dissidenti. "Il Movimento ha una linea e un programma di governo. Chi non le vota se ne assume le responsabilità. I ranghi sono serrati", ha sottolineato Di Maio.

Richieste di sanzioni per i 'ribelli' Paola Nugnes, Elena Fattori, Gregorio De Falco e Matteo Mantero? "No, è tutto tranquillo" ha assicurato all'Adnkronos Jacopo Berti, consigliere veneto del M5S e tra i neo membri del collegio dei probiviri 5S chiamato a comminare sanzioni agli eletti grillini. Anche diversi senatori M5S confidano che la situazione potrebbe rientrare, evitando di arrivare allo strappo.

"Spero che si capisca che il Movimento 5 Stelle è una creatura in cui si parla di politica" e che "non ci limitiamo a essere premi-bottoni... ognuno è portatore di una propria sensibilità che riflette quella di chi lo ha investito del mandato" ha detto Gregorio De Falco, tra i senatori grillini contrari al decreto sicurezza, conversando con i giornalisti nel cortile di Montecitorio. Secondo l'ex capitano di fregata, la questione si sarebbe dovuta risolvere "nel chiuso della Commissione": il problema "sarebbe rimasto lì con la bocciatura degli emendamenti". Il senatore M5S ha ostentato fiducia: "Secondo me si sta aprendo uno spiraglio del dialogo nel M5S e questo è un bene". "Alla fine di questo percorso sarà chiaro a tutti che c'è volontà di dibattito", ha aggiunto De Falco, chiudendo la frase con una battuta: "...sempre che non ci caccino!".



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