L'azienda dei Di Maio in liquidazione

POLITICA
L'azienda dei Di Maio in liquidazione

Antonio Di Maio, papà del vicepremier

Firmata da Rosalba Di Maio e Luigi Di Maio la messa in liquidazione dell'Ardima Srl, l'azienda di famiglia al centro di un caso mediatico tirato fuori da Le Iene. Nominato "liquidatore con tutti i poteri di legge Di Maio Giuseppe", ovvero il fratello del vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico.


Dall'atto si evincono "le ragioni per le quali risulta conveniente e opportuno sciogliere anticipatamente la società e porla in liquidazione. In particolare - risulta all'AdnKronos dall'atto - la prolungata inattività rende necessario procedere allo scioglimento anticipato".

La Ardima "era un'azienda che già da un anno era fuori dall'attività. Si occupava di edilizia, non aveva commesse da un anno, stava aspettando di ricevere dei crediti e, visto questo clamore, io mi devo dedicare ai temi che stanno a cuore ai cittadini, non avevo nessuna intenzione di dedicarmi a questa azienda". Lo ha detto a 'Porta a Porta' il leader M5S Luigi Di Maio. "Siccome si stava addirittura parlando di conflitto di interessi - ha proseguito - ho preferito sgomberare il campo mettendola in liquidazione. Questo dimostra che non c'era alcun oscuro motivo per cui ero socio".

LE INCHIESTE - "Ringrazio i giornalisti che hanno fatto queste inchieste, aiuteranno il rapporto con mio padre" ha sottolineato il ministro dello Sviluppo economico. Parlando sempre del padre, Di Maio ha aggiunto: "Se voleva scappare dal fisco, evitava di intestarsi i terreni che poi gli hanno aggredito".

I DOCUMENTI - La dichiarazione del padre era concordata? "No, questa è un'esigenza che mio padre ha sentito perché ha visto che questa cosa stava montando e voleva dire la sua. Ci ha messo la faccia e si è scusato. Da ministro non mi sono mai sognato di favorire mio padre, sono stato io a dare alcune documentazioni ai giornalisti che me le chiedevano. Non accetto che si facciano parallelismi con la Boschi che faceva il giro delle sette chiese per salvare la banca di suo padre".



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