Legittima difesa, l'allarme dei magistrati

POLITICA
Legittima difesa, l'allarme dei magistrati

Immagine di repertorio (Fotogramma)

L'allarme lo lancia il presidente dell'Anm, Francesco Minisci. In audizione davanti alla commissione Giustizia della Camera, che sta esaminando la proposta di legge già approvata al Senato, il presidente dell'Associazione nazionale magistrati rileva che alcuni aspetti della riforma della legittima difesa presentano il rischio di "profili di illegittimità costituzionale" e "rischiano di legittimare condotte illecite gravi, fino all'omicidio".


Tra le norme che rischiano di legittimare l'omicidio, Minisci invoca l'introduzione della presunzione della legittima difesa "nella sua interezza nel caso in cui si agisce per prevenire l'intrusione anche a distanza" e il caso avvenga "nelle vicinanze dell'abitazione o del negozio". Quanto all'espressione usata "respingere intrusione" spiega il presidente dell'Anm, significa che "si agisce prima, e anche a distanza significativa" come nel caso in cui "dal balcone si vede un soggetto che sta entrando dal cancello gli si spara e lo si uccide, c'è la presunzione di legittima difesa. Si tratta di una previsione che si presta a usi distorti".

"Alcune norme che erano ancora più pericolose sono state eliminate ma anche questo testo presenta rischi e pericoli" spiega Minisci alla Commissione. Quanto ai rischi di legittimità costituzionale, ha chiamato in causa gli interventi sull'eccesso colposo "quando un soggetto agisce nella sua abitazione o nel suo negozio e si trova in una delle due condizioni: uno stato di minorata difesa o di grave turbamento". Una parte della nuova formulazione dell'eccesso colposo, denuncia il presidente di Anm, "presenta profili di illegittimità costituzionale perché non si applica a tutte le scriminanti ma solo alla legittima difesa, è un problema che bisogna porsi" perché "tutte le cause di giustificazione di un reato hanno la stessa dignità". In ogni caso, ammonisce il presidente dell'Anm, "non ci possono essere automatismi" ed è sempre necessario l'accertamento da parte di un giudice "in un procedimento penale, non in un processo ma nelle indagini".

La legittima difesa, sottolinea ancora Minisci "è un istituto sufficientemente regolamentato e dobbiamo stare attenti perché ogni intervento potrebbe provocare distorsioni che rischiano di fare più danni di quelli che vorrebbero evitare". "La tutela rafforzata nel nostro sistema c'è già con la legge del 2006 - ricorda Minisci - Noi inseguiamo il modello francese ma in Italia c'è già una tutela maggiore, fino alla soppressione della vita umana. Quindi spazi per ulteriori interventi non ce ne sono".

Parole che provocano la reazione del ministro dell'Interno, Matteo Salvini. "Sto facendo il possibile e l'impossibile per garantire sicurezza e leggi più certe, tra cui quella che garantisce il diritto alla legittima difesa, che per quello che mi riguarda è sacrosanto, anche se oggi qualcuno dell'Associazione Nazionale Magistrati dice che è pericolosa e rischia di legittimare l'omicidio" osserva Matteo Salvini in una diretta Facebook.

Dura reazione anche da parte della ministra per la Pubblica amministrazione, Giulia Bongiorno: ''Sorprendono gli allarmi lanciati oggi dal presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Francesco Minisci, perché del tutto ingiustificati e completamente disarticolati dalla realtà" afferma Bongiorno -. Il testo della norma, equilibrato e rispettoso della Costituzione, valorizza lo stato d'animo di chi viene aggredito ed è costretto a difendersi in una situazione di turbamento psicologico. Nulla a che vedere con una licenza a uccidere. Mi conforta sapere, invece, che numerosi magistrati apprezzano il testo del provvedimento che, indicando in modo nitido la disciplina da seguire, eviterà decisioni ingiuste ed eterogenee''.

A commentare le frasi dell'Anm è anche Graziano Stacchio, il benzinaio che nel febbraio 2015 a Ponte di Nanto (Vicenza), imbracciò il fucile e uccise un malvivente durante un tentativo di rapina: "E' facile parlare per i magistrati. Ma dove sta la magistratura in Italia? Lascino perdere la politica e si schierino con i cittadini. In Italia si dedica troppo tempo a difendere i delinquenti" dice all'Adnkronos. "Tutti abbiamo diritto a difenderci. L'autodifesa è un diritto che nemmeno la legge può togliere e invece così com'è la norma tutela i delinquenti", tuona Stacchio che afferma di non essersi pentito di aver sparato a un rapinatore mentre assaltava una vicina gioielleria. "Riprendere il fucile? Lo rifarei due volte, perché vedo che ancora oggi si difendono i delinquenti", conclude.



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