Di Maio e Di Battista on the road: "Sede Strasburgo va chiusa"

POLITICA
Di Maio e Di Battista on the road: Sede Strasburgo va chiusa

Settemila persone che periodicamente fanno la spola tra Bruxelles e Strasburgo con una spesa di un miliardo a legislatura. E' l'"assurdità" della doppia sede del Parlamento europeo alla quale, secondo Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista, va messa la parola fine, cominciando a chiudere l'assemblea Strasburgo. "Questa è la marchetta francese che dobbiamo chiudere", ha dichiarato il vice premier in un post registrato insieme al suo compagno di viaggio. "Ci fanno le pulci sul 2 virgola - ha aggiunto Di Battista - e poi dobbiamo assistere a questo spreco", annunciando che l'abolizione della sede di Strasburgo sarà una battaglia nella quale si impegnerà il M5S. "Questa sede - ha proseguito l'ex deputato pentastellato - può costare anche 200 milioni di euro l'anno. Dunque una legislatura costa ai cittadini europei un miliardo. Solo per fare un regalo, una marchetta per i francesi, resa possibile dal silenzio degli altri governi europei, tra i quali anche l'Italia". "Quello che vedete alle nostre spalle - ha proseguito di Maio additando palazzo Louise Weiss - è il simbolo dell'arroganza dell'Unione Europea, che a noi viene a rompere le scatole su quanto possiamo aumentare la pensione agli invalidi, o che ci ha fatto la guerra sul reddito di cittadinanza e quota 100 e qui, invece, fa quello che le pare. Iniziamo con eliminare questi simboli dell'arroganza, marchette europee e cominciamo a recuperare risorse". "Nella prossima campagna elettorale ci batteremo per questo, per eliminare gli sprechi. Lo abbiamo fatto in Italia con i vitalizi e le pensioni d'oro, andremo avanti con il taglio degli stipendi dei parlamentari, di modo che vedremo i parlamentari italiani scendere in piazza con i gilet gialli", aggiunge Di Maio.


Il viaggio di Di Maio e Di Battista segna l'avvio 'on the road' della campagna elettorale M5S per il voto di maggio delle europee. "Stiamo andando a Strasburgo, di nuovo insieme dopo mesi di distanza", dice Di Battista, seduto accanto a Di Maio, che guida la vettura su cui viaggia anche Sergio Battelli, presidente della Commissione Politiche Ue. "Sono molto contento e fiducioso che si possano fare delle belle cose in Italia e si possano mandare messaggi interessanti in Europa da qui alle elezioni europee. Ho deciso di non candidarmi ma certe battaglie si portano avanti".

Di Maio, nel corso di una diretta Facebook, spiega: "Il viaggio di stamattina è anche un viaggio in cui vi racconteremo un po' di idee che abbiamo. Pensiamo che questa Ue così com'è non va. Ci sono alcune cose che vanno prese di petto e non si possono rimandare". "Cambiamo questa Ue per fare una legge di bilancio alla fine del 2019 che possa essere ancora più importante per i cittadini", aggiunge il vicepremier del M5S.

Durante le fasi della trattativa con la Ue sulla legge di bilancio "mi ha indignato da cittadino italiano - dice Di Battista - dover combattere in questo modo per ottenere ciò che dovrebbe essere il minimo. L'Europa o si mette in testa che si ricostruisce tutto attraverso i diritti economici e sociali e si cambiano radicalmente alcuni trattati, oppure se crolla l'Europa mica è colpa del Movimento 5 Stelle". Secondo l'esponente M5S "c'è da fare una battaglia anche in merito alla modifica di alcuni trattati: dobbiamo metterci in testa che se si vogliono inserire finanziamenti su grandi opere, allargare la platea di coloro che beneficiano dei diritti economici e sociali... vanno messe le mani rispetto a dei trattati europei", sottolinea.

"Già lo so che" nei prossimi mesi "arriveranno attacchi di ogni tipo. Altro che qualche insulterello. Ci saranno attacchi personali molto violenti. Io personalmente me ne infischio", continua Di Battista. Poi scherza: "Mi fido assolutamente di Luigi, anche alla guida". Durante la diretta Fb 'on the road' si vede il vicepremier grillino alle prese con la guida della vettura. Di Maio paga il pedaggio in autostrada e se la prende con un guidatore per una manovra pericolosa: "E' colpa sua". "Tra l'altro è tedesco...", ironizza Di Battista. Alla fine della diretta Di Maio esclama: "Ci hanno fermato alla dogana!".

La coppia reagisce sempre con ironia alle domande dei cronisti sui partiti che sono i potenziali alleati del Movimento Cinque Stelle nella prossima legislatura Ue. A chi osserva che non tutti i partiti incontrati a Bruxelles (il Kukiz15 polacco, Zivi Zid croato e Liike Nyt finlandese) sembrano disporre di molti voti, specie quello finlandese (mentre i croati sono forti nei sondaggi e i polacchi hanno seggi nella Sejm, la Camera polacca), il vicepremier replica sorridendo che "il più scarso sta sopra il 10%". E Di Battista aggiunge: "Non ci avete proprio sempre preso...".



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