Parla Bonafede, bagarre alla Camera

POLITICA
Parla Bonafede, bagarre alla Camera

(Fotogramma)

Bagarre in Aula alla Camera durante la replica del ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, dopo la sua relazione sull'amministrazione della giustizia. Il presidente, Roberto Fico, ha sospeso due volte la seduta. Il dibattito si è poi concluso: approvata, con 266 sì e 186 no, la risoluzione presentata dalla maggioranza. Bocciate quelle di Fratelli d'Italia, Pd, Fi e Leu. Approvata invece un'altra risoluzione di Fdi e una parte di quella depositata da Leu.


Bonafede, che durante la sua replica era stato più volte interrotto, ha suscitato la vibrate proteste di Pd e Forza Italia quando ha affermato, tra l'altro, che "la corruzione in Italia non ha bisogno di essere raccontata, perché si vede a occhio nudo e si vede ogni volta che, dopo un terremoto, crolla una scuola o un ospedale. Dietro quel crollo non c'è solo un evento naturale ma si scopre che dietro c'è una mazzetta".
"Lei ha offeso i cittadini italiani", ha affermato Giusy Bartolozzi di Forza Italia, prima che Fico sospendesse la seduta, dopo che Anche Osvaldo Napoli di Forza Italia e Alessia Morani, Antonello Giacomelli ed Enrico Borghi del Pd avevano duramente contestato il Guardasigilli. La seduta è quindi ripresa dopo cinque minuti.

"Ogni volta che un giovane è costretto a lasciare l'Italia e scappa dal nostro Paese, vediamo un giovane che non crede al nostro Paese perché lo ritiene un Paese corrotto, dove la meritocrazia è stata ammazzata", ha detto ancora Bonafede, mentre dai banchi di Fi e Pd si levava il grido "buffone, buffone". Il clima è incandescente e il presidente Fico sospende nuovamente la seduta per cinque minuti.
Il ministro "sta esprimendo un ragionamento, non è possibile censurare i ragionamenti e le opinioni. Io non posso sindacare l'opinione di un ministro o di un parlamentare", ha detto Fico, mentre le opposizioni contestavano le parole del ministro. "Dovete dare al ministro la possibilità di esprimere la propria opinione - ha ribadito Fico - è un grande sbaglio non farglielo fare, perché c'è la libertà di opinione e di ragionamento. Come l'avete voi, l'ha il ministro. E' un ragionamento e anche se uno non è d'accordo va rispettato".



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