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Sea Watch, parla garante per l'infanzia

POLITICA
Sea Watch, parla garante per l'infanzia

(Afp)

(di Patrizia Perilli) - I ragazzi presenti sulla nave Sea Watch vanno fatti sbarcare "sulla base dei principi previsti dalla legge italiana che prevede il divieto di respingimento e il diritto a una adeguata accoglienza dei minorenni nonché la nomina tempestiva del tutore". Così la garante per l'Infanzia, Filomena Albano, all'AdnKronos, rilevando che ieri "l'autorità garante ha inviato una nota ufficiale al ministero dell'Interno per avere informazioni sul numero e sulle condizioni dei ragazzi presenti a bordo richiamando l'articolo 3 della legge 47 del 2017 che prevede divieto di respingimento".


"Siamo in attesa di una risposta della guardia costiera e del ministero dell'Interno", sottolinea la garante che sulla questione dell'età dei ragazzi a bordo chiarisce: "La minore età si presume per legge, nel senso che se un ragazzo dichiara che è minorenne vi è una 'presunzione' che dica la verità, solo qualora vi siano fondati dubbi è possibile dar vita a un procedimento per l'accertamento dell'età ad iniziativa del procuratore della Repubblica presso il tribunale dei minorenni".

"Per il nostro diritto interno - ribadisce - la minore età è al di sotto del 18esimo anno". Inoltre, riflette, "ragazzi di diciassette anni sono particolarmente vulnerabili. Se pensiamo ai nostri ragazzi di quell'età abbiamo chiara l'idea di vulnerabilità, a maggior ragione per ragazzi che hanno attraversato mare e deserto e hanno subito, a volte, anche violenze". Insomma, i minori "quando la convenzione parla di diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo e di diritto alla salute e all'istruzione questi principi vanno declinati e attuati in concreto. In particolar modo - conclude - la convenzione prevede che tali diritti vengano garantiti a tutte le persone di minore età a prescindere dalla loro nazionalità".



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