Nespolo (Anpi): "No a pensioni partigiani filo-titini richiesta meschina"

POLITICA
Nespolo (Anpi): No a pensioni partigiani filo-titini richiesta meschina

Immagine di repertorio (Fotogramma)

di Francesco Saita


"Questa richiesta è di straordinaria meschinità, perché condotta contro persone che hanno più di 90 anni. Stiamo assistendo ad un volgare tentativo di rovesciamento della Storia, per far dimenticare l'operato annessionista e razzista del fascismo e di Mussolini, condotto assieme all'alleato nazista, con aggressione della Jugoslavia, che nulla aveva fatto contro l'Italia". Lo dice all'AdnKronos Carla Nespolo, presidente dell'Anpi, l'associazione dei partigiani, commentando l'interrrogazione parlamentare di Fdi che chiede di revocare le pensioni agli ex partigiani filo-titini, accusati di essere complici nelle stragi di italiani tra il 43 e il 47.

"40.000 soldati italiani - ricorda Nespolo - che, dopo l'8 settembre '43, scelsero di combattere da partigiani a fianco della Resistenza Jugoslava e  20.000 morirono in questa guerra di Liberazione internazionale, riscattarono l'onore dell'Italia dalla vergogna del fascismo". "Se lo ricordi anche il Presidente del Parlamento Europeo, se non vuole contribuire ad accentuare l'isolamento italiano in Europa, come dimostrano, in queste ore, le reazioni indignate dei governi di  Slovenia e Croazia", conclude la presidente Anpi.



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