Autonomia, la Lega tira dritto

POLITICA
Autonomia, la Lega tira dritto

Il governatore del Veneto, Luca Zaia e la ministra per gli Affari regionali e Autonomie, Erika Stefani (Fotogramma)

"Con un giorno di anticipo chiusa la fase tecnica. Tutti i ministeri hanno dato contributo", afferma la ministra degli Affari regionali e della Autonomie Erika Stefani sull'autonomia differenziata oggi in Cdm. "L'impianto generale e la parte finanziaria delle intese sono chiuse con il via libera del Mef", aggiunge poi la ministra aggiungendo: "Già questa settimana si riunisce il tavolo del governo sull'autonomia per formulare la proposta definitiva per le regioni per arrivare alla firma delle intese". "Naturalmente ci sarà un confronto in Parlamento prima della firma delle intese" sull'Autonomia, ha poi annunciato.


"Penso che la prossima settimana ci sarà un confronto politico con me, Luigi Di Maio e il premier Giuseppe Conte", ha detto dal canto suo Matteo Salvini al termine del Cdm. "Stiamo studiando come coinvolgere il Parlamento" sull'Autonomia, ha detto ancora rispondendo poi, a chi gli chiedeva delle perplessità sollevate dal dossier dei 5 Stelle sul provvedimento, "non ci saranno cittadini di serie A e di serie B. Chi dice queste cose non ha letto il documento". "Io i report li leggo sempre in ritardo... Non so, chiedetelo a loro, chiedetelo a chi lo ha fatto", ha poi aggiunto. "Sono contento di questi mesi di lavoro, è un passaggio storico non c'è mai stato nella storia della Repubblica italiana un passaggio così importante", ha affermato ancora Salvini affermando che "l'autonomia entra nelle case di tutti e chi governa meglio spenderà meno. Nessuno ci perde una lira, non ci sarà nessun cittadino che ci perde una lira". "Quando arriva il trattato finale è come un trattato internazionale, il Parlamento può proporre delle idee prima", ha aggiunto Salvini rispondendo a chi gli chiedeva se le intese sull'Autonomia saranno o meno emendabili in Parlamento.

Otto le Regioni che hanno chiesto l'autonomia

Ieri il vice ministro dell'economia Massimo Garavaglia e Stefani avevano ribadito che sui testi delle intese per l'autonomia "è stato raggiunto l'accordo per quanto riguarda la parte finanziaria". La quadra è stata trovata anche sull'istruttoria con il Mef, hanno assicurato, spiegando che l'accordo "prevede l'approdo ai costi e fabbisogni standard partendo da una fase iniziale calcolata sul costo storico. La copertura sarà a saldo zero e le risorse sono garantite tramite la compartecipazione di imposte". "Vogliamo rassicurare tutti - avevano poi spiegato - ogni preoccupazione sull'impianto generale dello Stato è del tutto infondata. Nessuna misura di solidarietà nazionale verrà meno e mai saranno sottratte risorse da un territorio in favore di un altro".

Il malcontento però è palpabile. Ieri contro la bozza d'intesa si sono scagliati, tra gli altri, il governatore della Campania Vincenzo De Luca, che ha parlato di "cafoneria istituzionale di governo" e il leader della Cgil, Maurizio Landini che si è detto "contrario al disegno del governo sulle autonomie differenziate che sono contro la Costituzione e i diritti delle persone, come salute, scuola e lavoro solo perché sono nati in una parte del Paese'' avvertendo che si tratta di "un disegno pericoloso che mette in discussione l'unità del Paese e i diritti sociali''.

Difende invece la bozza il governatore del Veneto, Luca Zaia: "È davvero strano trovare governatori che non vogliono essere autonomi. Mi chiedo come la Campania possa fare queste richieste" ha detto in Consiglio regionale. "Il tavolo tecnico Regioni - Ministero si è chiuso con un accordo - ha aggiunto -. A questo seguirà la normale procedura prevista per una norma finanziaria. Ma questo è un grande accordo che va verso l'efficienza. Da stasera il Cdm inizierà l'analisi della bozza, farà l'elenco dei punti nevralgici e poi sarà il Presidente del Consiglio che, come dichiarato a dicembre, si confronterà con i singoli Governatori".

Zaia ha inoltre sottolineato che "ad oggi sono state accolte il 70% delle nostre richieste. Al momento, però, per firmare la bozza ci sono delle criticità che vanno risolte. Non mi preoccupo perché c'è ancora tempo e spazio per trattare. Lo sapevamo dal primo giorno che non era una passeggiata".



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