'Privacy a rischio', rivolta contro Rousseau

POLITICA
'Privacy a rischio', rivolta contro Rousseau

(Foto Fotogramma)

di Antonio Atte
Rivolta nel Movimento 5 Stelle contro il 'Grande Occhio' di Rousseau. All'interno del gruppo parlamentare pentastellato cresce sempre di più l'insofferenza nei confronti delle regole per le rendicontazioni. Nel mirino ci sarebbe la procedura che regola il funzionamento di tirendiconto.it (sito su cui deputati e senatori sono tenuti a rendicontare spese e restituzioni di parte del loro 'stipendio') e, in particolare, l'obbligo di caricare fatture e cedolini con dati sensibili, giudicato "lesivo della dignità personale" da non pochi grillini (al momento circa una decina i malpancisti). Polemica che i vertici M5S hanno provato a smorzare specificando che i dati in questione possono essere tranquillamente oscurati.


Il malcontento covato da tempo, ovvero da quando sono state introdotte le nuove regole, sarebbe esploso negli ultimi mesi. Tant'è vero che, apprende l'Adnkronos, alcuni eletti hanno deciso di scrivere allo 'Staff' M5S per mettere nero su bianco le loro lamentele, annunciando l'intenzione di non caricare più sul portale i documenti che attestano l'avvenuta esecuzione del bonifico. Tra questi, la deputata Gloria Vizzini, che ha più volte affrontato la questione in uno scambio epistolare con lo 'Staff' grillino. "I documenti che dovremmo caricare - spiega la pentastellata - contengono informazioni sui nostri familiari: sono dati che non intendo condividere con Davide Casaleggio. Mi dicano quanto devo dare e io restituisco tutto, infatti i bonifici li ho effettuati. Ma non tocchino la mia privacy".

Nella risposta a una mail di sollecito inviatale dallo 'Staff' - e visionata dall'Adnkronos - Vizzini lancia un pesante j'accuse nei confronti del meccanismo di tirendiconto: "Il sito - scrive - è organizzato in modo violento e lesivo della dignità del parlamentare e non si possono caricare i bonifici senza prima aver superato degli step in cui si devono inserire fatture e cedolini contenenti dati sensibili e che diventano immediatamente proprietà dell'Associazione Rousseau, ossia della Casaleggio Associati (aspetto quest'ultimo che farò presente nelle sedi opportune, istituzionali e non)".

"Ribadisco che ho restituito, restituisco e restituirò ciò che mi sono impegnata a versare, ma assolutamente non nelle forme imposte e decise non si sa bene da chi", rimarca Vizzini in un altro passaggio della mail, chiedendo allo 'Staff' di "firmarsi con nome e cognome" in virtù della "trasparenza tanto decantata". "Pretendo - aggiunge ancora - ricevuta dei bonifici effettuati all'Associazione Rousseau se volete che continui a versarli".

In un'altra missiva Vizzini allega i bonifici da 6mila euro per i territori alluvionati relativi ai mesi di luglio, agosto e settembre 2018. Ma avverte: "Non ho intenzione di caricare i miei documenti o le mie spese su tirendiconto.it perché sarebbe violata la mia privacy o quella di persone terze che non hanno la delibera sui propri dati; ci sarebbero dati riferiti a me (o a terze persone) che non voglio siano nella completa disponibilità della Casaleggio Associati".

Il 9 dicembre la deputata scrive ancora allo 'Staff': "In applicazione e rispetto del Regolamento Ue 2016/679" (noto come Gdpr - General Data Protection Regulation), "previa consultazione con i miei legali, vi informo che non è mia intenzione comunicare all'Associazione Rousseau, titolare del trattamento dei dati così come risulta dall'informativa privacy, alcun dato sensibile riguardante la mia persona".

Ma Vizzini non è la sola ad aver sollevato la questione del regolamento Gdpr. "Anche io - si sfoga un'altra deputata, che ha scelto però di rimanere anonima - dopo essermi consultata con il mio legale ho deciso di non caricare i miei dati sensibili. Quello di tirendiconto è un apparato farraginoso e il sistema della giustificazione dei rimborsi coinvolge terzi che non hanno dato assenso al trattamento dei dati sensibili. E io non intendo mettere in piazza informazioni sui miei figli e la mia famiglia".

In totale sarebbero una decina, tra deputati e senatori, i parlamentari M5S che, pur avendo effettuato i bonifici per le restituzioni, si sarebbero rifiutati o sarebbero pronti a rifiutarsi di caricare i propri dati sensibili sulla piattaforma. A queste perplessità lo 'Staff' ha replicato sempre via mail specificando che "tutti i dati ritenuti sensibili, presenti nei documenti che il portale chiede di caricare" possono essere "preventivamente oscurati, così come indicato chiaramente nel portale". Ma questo non sarebbe bastato a fugare i dubbi degli eletti più diffidenti.



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