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Reddito, stretta su cambi residenza

POLITICA
Reddito, stretta su cambi residenza

(Fotogramma)

La Lega chiede più controlli, i 5 Stelle preservano la ‘struttura’ del reddito di cittadinanza consentendo ‘ritocchi’ solo marginali. Questa, in estrema sintesi, la conclusione del vertice a Palazzo Chigi, che finisce in una ‘fumata bianca’ sul cosiddetto decretone, ovvero il provvedimento contenente rdc e quota 100 che aveva subito diversi stop al Senato.


Il clima dell’incontro viene descritto da fonti di governo M5S buono e cordiale, ma i 5 stelle avrebbero rimarcato che il rdc “non si tocca, su quello non torniamo indietro”. Sgombrando così dal tavolo gli emendamenti più scomodi presentati al Senato dall’alleato di governo, che però ha chiesto la garanzia di maggiori controlli per chi ottiene il sussidio.

Da qui, l'esclusione per chi ha cambiato residenza dopo il primo settembre 2018. Per assicurare il rispetto delle norme, viene spiegato, ci saranno scrupolosi controlli dei vigili urbani. L'intesa raggiunta prevede inoltre che con l'accordo del Comune di appartenenza e del beneficiario del reddito si possa passare da 8 a 16 ore di servizi sociali.

Durigon, lasciando palazzo Chigi, ha poi assicurato che i fondi per i disabili ''ci sono'', ma la modifica per ampliare la platea del reddito ai diversamente abili dovrebbe arrivare solo in seconda battuta, ovvero nel 'pacchetto' di emendamenti che verrà presentato alla Camera dei deputati. Sul tavolo di Palazzo Chigi, infine, anche le nomine ai vertici dell’Inps, che sarebbero state al centro di un faccia a faccia tra il vicepremier Luigi Di Maio e il sottosegretario alla presidenza Giancarlo Giorgetti.



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