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Per Conte nessuna manovra bis

POLITICA
Per Conte nessuna manovra bis

(Afp)

Una manovra bis? Per il premier Giuseppe Conte "non è necessaria". A spiegarlo, lo stesso presidente del Consiglio rispondendo stamane al question time in Senato. In Aula, il presidente Conte ha infatti spiegato che il governo dovrà "solo continuare nel razionale ed efficace utilizzo delle risorse finanziarie già stanziate. Peraltro abbiamo già adottato alcune misure prudenziali che ci mettono al riparo da interventi correttivi".


''I nostri fondamentali economici restano solidi'', ha poi aggiunto il presidente del Consiglio. ''Anche per questo - ha spiegato - abbiamo impostato una linea di politica economica chiara, incentrata su investimenti e crescita, senza dimenticarci delle fasce più deboli di chi si trova in difficoltà''. Il governo, ha continuato Conte, "ribadisce la determinazione a disinnescare le clausole di salvaguardia dell'Iva per gli anni 2020 e 2021, come già avvenuto nella legge di bilancio 2019" mentre "stiamo lavorando a una complessiva revisione del sistema di tax expenditures, volta anche a rimodulare le detrazioni fiscali in un'ottica di produttività ed efficienza".

''Stiamo seguendo un percorso ben chiaro - ha quindi sottolineato - e non ci lasciamo distrarre da voci dissonanti che si levano dal dibattito politico ed economico. 'Non intendiamo farci dettare l'agenda da ipotesi o previsioni di sorta'', ha detto ancora il presidente, aggiungendo che "alle ipotesi rispondiamo con azioni concrete''. ''Il governo - ha assicurato - rimane fiducioso nelle proprie stime di crescita perché valutiamo che il secondo semestre sarà accompagnato da un allentamento delle tensioni commerciali e da condizioni più favorevoli alla crescita''.

''Il nostro obiettivo - assicura ancora il premier - è tornare a crescere, in una congiuntura economica che sappiamo non essere favorevole in tutta Europa. Dinanzi a questa situazione, non bisogna ritrarsi spaventati, bisogna invece imboccare con decisione la strada della crescita e dello sviluppo, facendo degli investimenti il motore della crescita della nostra economia''.

PALETTI ALL'AUTONOMIA - Il premier Conte nella sua risposta al question time ha poi parlato di autonomia. "Per quanto riguarda la richiesta di definire preventivamente i Livelli essenziali delle prestazioni - ha specificato - informo che le bozze di Intesa richiamano al loro interno sia i fabbisogni standard, sia i livelli essenziali delle prestazioni. La definizione dei fabbisogni standard, in attuazione dell’articolo 116, terzo comma della costituzione, non riguarda la spesa per l’esercizio delle funzioni delle regioni, bensì la spesa sostenuta dallo Stato nelle regioni per le funzioni oggi in capo allo stesso".

"Dunque - ha precisato - di fabbisogni su indicatori comuni a tutte le regioni si tratterà e saranno definiti da un Comitato paritetico composto da rappresentanti delle Regioni e dello Stato, rispondendo a criteri unitari per l’erogazione dei servizi in ogni angolo del Paese. Non è previsto in alcun modo il riferimento ad indicatori collegati all’introito fiscale".

"Sin dalla redazione del 'Contratto di governo per il cambiamento' è chiaramente evidenziato che il percorso del regionalismo differenziato dovrà tenere in considerazione non solo la peculiarità delle realtà territoriali, ma anche - ha continuato Conte - la piena realizzazione della 'solidarietà nazionale', nell’ambito della tutela dell'unità giuridica, di quella economica e dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, prescindendo dai confini territoriali. In questa fase l’esecutivo sta completando una intensa e complessa attività istruttoria e di negoziazione, propedeutica alla redazione di un testo condiviso con le Regioni richiedenti".

BOTTA E RISPOSTA JUNCKER-SALVINI - Botta e risposta stamane sulla possibilità di una manovra bis fra il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker e il vicepremier italiano Matteo Salvini che, il commissario Ue "non è il ministro delle Finanze". Questa infatti la risposta di Juncker, a margine della plenaria del Comitato economico e sociale europeo a Bruxelles, alla domanda se Salvini sia troppo ottimista ad affermare che in Italia non c'è alcun bisogno di una correzione dei conti pubblici . "Stiamo parlando del nulla, abbiamo votato meno di due mesi fa una manovra economica che farà vedere i suoi effetti nei prossimi mesi e parliamo di una futuribile nuova manovra? Vogliamo vedere che cosa succederà?", ha detto in mattinata Salvini a 'Radio Anch'io' su Rai Radio 1.

"Il Pil crescerà, ci sarà più lavoro, nonostante gli uccelli del malaugurio in Europa e Italia, che avranno delle belle sorprese", ha poi risposto a Juncker il vicepremier Salvini nel corso di una diretta Facebook da Villasimius. Per Salvini, infatti, "c'è fiducia", come ad esempio "a Portovesme, grazie a quota 100, manderanno in pensione 150 operai e ne assumeranno cento di giovani".

Ieri dal canto suo il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, intervenendo al question time alla Camera, ha detto che "risulta alquanto prematuro esprimersi in tal senso'' in merito all'ipotesi di una possibile manovra correttiva. Il Def ''verrà presentato secondo i termini di legge'', ha detto Tria, aggiungendo che mancano poco più di due mesi al confronto con le istituzioni europee, ''che hanno valutato positivamente la manovra a seguito del negoziato portato avanti'' alla fine dello scorso anno.

Nel frattempo il portavoce capo della Commissione europea Margaritis Schinas, in merito alle indiscrezioni sul contenuto del Country report riguardante l'Italia, ha affermato: "Consiglierei a tutti di distanziarsi da qualsiasi storia basata su fonti anonime o leak: la Commissione europea non ha discusso questa questione né ha deciso". "Abbiamo un processo strutturato per le decisioni del semestre economico europeo e confermeremo la tempistica precisa martedì, prima di mercoledì, cioè solo dopo la riunione settimanale dei capi di gabinetto. Non mi addentrerò in speculazioni su notizie basate su fonti anonime o leaks. Vi informeremo quando il collegio deciderà e l'agenda del collegio è sempre pubblica", conclude.



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