Sardegna domani al voto

Sette aspiranti presidenti per otto circoscrizioni, lo spoglio lunedì 25

POLITICA
Sardegna domani al voto

(Fotogramma)

La Sardegna va al voto per l'elezione del presidente della Regione e dei consiglieri regionali per la XVI Legislatura. La votazione avrà inizio subito dopo la chiusura delle operazioni preliminari degli uffici di sezione, che cominceranno alle 6:30, e si protrarrà sino alle 22 della stessa giornata di domenica. Per poter votare occorre presentarsi al seggio muniti della tessera elettorale e di un documento di riconoscimento. Qualora la tessera elettorale sia stata smarrita o si sia deteriorata, si può chiedere il duplicato o l’attestato sostitutivo rivolgendosi, anche negli stessi giorni della votazione, all’Ufficio elettorale del Comune di iscrizione nelle liste elettorali.


Al seggio sarà consegnata ad ogni elettore un'unica scheda di colore verde con una matita copiativa. Sulla scheda l’elettore può esprimere il proprio voto sia per un candidato alla Presidenza della Regione sia per una qualunque delle liste circoscrizionali, anche non collegata al Presidente votato. E' possibile esprimere uno o due voti di preferenza per i candidati consigliere delle liste circoscrizionali indicando il cognome ovvero il nome e il cognome dei candidati prescelti. Nel caso di espressione di due preferenze esse devono riguardare due candidati di genere diverso della stessa lista circoscrizionale. Lo spoglio inizia alle 7 di lunedì 25 febbraio e dovrà concludersi entro le 19.

CIRCOSCRIZIONI E CANDIDATI - Sono otto le circoscrizioni elettorali della nelle quali sono candidati i sette aspiranti presidenti con 1364 candidati, suddivisi in 24 liste, che aspirano a diventare consiglieri regionali della XVI Legislatura alle elezioni del 24 febbraio prossimo. In 58 andranno a sedersi sui banchi del Palazzo di via Roma a Cagliari, due posti sono riservati al presidente eletto ed al candidato presidente della coalizione che arriva seconda. I collegi sono quelli di Cagliari, che elegge 20 consiglieri, Medio Campidano (3), Iglesias Carbonia (4), Oristano (6), Ogliastra (2), Nuoro (6), Olbia Tempio (6) e Sassari 12.

Sono 24 le liste a sostegno dei sette candidati alla presidenza della Regione. Undici, con 643 candidati, sostengono Christian Solinas, candidato del centrodestra per Lega, Forza Italia, Psd’Az, Udc, Fdi, Riformatori Sardi, Energie per l’Italia, Unione Democratica Sarda, Sardegna 20Venti, Sardegna Civica, Frtza Paris.

Il centrosinistra sostiene Massimo Zedda con 8 liste per un totale di 433 candidati: 'Noi, la Sardegna con Massimo Zedda', Campo Progressista, Leu, Pd, Cristiano Popolari Socialisti, Sardegna in Comune, Progetto Comunista e Futuro Comune. M5S sostiene Francesco Desogus, Mauro Pili è il candidato di ‘Sardi Liberi’, Paolo Maninchedda per il Partito dei Sardi, Andrea Murgia con autodeterminazione, tutti con 60 candidati, mentre Vindice Lecis, sostenuto da Sinistra Sarda, Rifondazione, Comunisti Italiani ha 48 candidati.

Il candidato presidente che riporta il maggior numero di voti viene eletto e la coalizione vincitrice ha diritto al premio di maggioranza in ragione del 55 per cento dei seggi in Consiglio, cioè 33 consiglieri se riporta una vittoria tra il 25 e il 40 per cento. Superando la soglia del 40% il premio di maggioranza è del 60%, pari a 36 seggi. Potrebbe accadere, come successo nelle elezioni del 2014, che la coalizione perdente vinca per numero di consiglieri, che comunque non tutti vengono eletti perché rappresentanti di una coalizione perdente.

Per essere rappresentata in Consiglio regionale una coalizione o un partito, dev’essere superato lo sbarramento rispettivamente del 10 e del 5%. E’ possibile esprimere una preferenza ma all’interno delle stessa lista può essere aggiunto il voto ad un candidato di genere diverso.



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