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Lapia (M5S): "Flop prevedibile, nostri elettori delusi"

POLITICA
Lapia (M5S): Flop prevedibile, nostri elettori delusi

Immagine di repertorio (Fotogramma)

“Un risultato deludente ma non inaspettato”. Lo ha detto all’AdnKronos Mara Lapia, deputata sarda di M5S, che fu coinvolta in una aggressione in un supermercato di Nuoro, commentando le elezioni regionali della Sardegna ed in particolare il “deludente” risultato di M5S. Secondo Lapia, gli elettori M5s hanno scelto l’astensionismo: "Sono delusi. D’altronde l’avvisaglia è arrivata alle suppletive di Cagliari", spiega.


“E’ un momento in cui non si devono andare a cercare scuse e giustificazioni, ma è il momento di fare un’attenta analisi di questo voto. Bisogna che il Movimento faccia un mea culpa e vada ad analizzare il perché di questa disaffezione da parte, non solo dei sardi, ma non solo. Siamo immediatamente a ridosso dalle elezioni dell’Abruzzo, siamo vicini a quelle del Piemonte, quindi diciamo che siamo di fronte ad una disaffezione del Movimento. E’ il caso che M5S si fermi un attimo a riflettere e fare un’attenta analisi del motivo di questa risposta dell’elettorato”.

“Qui in Sardegna – prosegue Lapia - dobbiamo fare una analisi anche sul perché si è votato a quei partiti per i quali c’erano tutti i motivi per non far tornare in Regione. C’è da analizzare il perché anche qui il Movimento sia sceso in maniera così drastica. Dobbiamo strutturarci. Il no alle alleanze non porta a nulla. In Sardegna c’erano dei partiti con i quali avremmo potuto costruire delle ottime alleanze. Per esempio in temi come la sanità avremmo potuto fare tanto insieme ad altri. Io sono convinta – prosegue la parlamentare di M5S - che questa chiusura non ci porterà mai a niente, soprattutto con una legge elettorale come questa sarda”.

“Ci dicono che intanto stiamo mettendo consiglieri all’opposizione. Non è nostro interesse mettere mastini a fare da guardia a chi governa, noi vogliamo governare, e non solo in parlamento. Io volevo governare la mia isola. Dobbiamo essere un partito di governo anche a livello amministrativo e per farlo serve una struttura. Potevamo governare anche con altri con i quali si potevano fare degli interessanti discorsi di alleanza. Si può anche aprire alle liste civiche, ma spesso dietro le liste civiche si nascondono una ‘accozzaglia’ di partiti di destra e di sinistra. Io preferisco guardare in faccia a un partito e capire se mi sta bene o meno l’alleanza. Certe analisi comunque vanno fatte prima delle elezioni, non a urne chiuse”, prosegue Lapia. “Questo risultato, lo ribadisco, a me non meraviglia”.

“Gli attivisti e gli elettori M5s della Sardegna meritavano maggiore rispetto sotto tanti aspetti, come per esempio il maggior coinvolgimento nella campagna elettorale per tutti i territori. Ci si è dimenticati per esempio del centro Sardegna. Poi la campagna elettorale è iniziata prestissimo con la candidatura prematura di Mario Puddu fatta ad agosto di cui non si sentiva la necessità, per esporlo poi all’esclusione dopo la sua condanna (fu condannato ad un anno per abuso d’ufficio quando era sindaco di Assemini, ndr). Poi si è temporeggiato tantissimo per rinominare il nuovo candidato governatore procedendo all’esclusione del secondo, Luca Piras, che era comunque graditissimo agli attivisti come Graziano Porcu. Esclusioni che hanno creato tanto malcontento tra gli attivisti, che hanno il diritto di conoscere i motivi dell’esclusione. Dopo siamo andati nuovamente alle regionarie, e si è tardato tantissimo perché non si capiva quando dovevano essere aperti i ‘click’. Questo ha fatto stancare gli attivisti, che sono l’anima del Movimento, e dovevano essere rispettati. Alla fine poi ce l’hanno fatta pagare”.

Ma come mai questo crollo verticale rispetto alle politiche di marzo? “I nostri elettori non sono andati a votare, hanno preferito l’astensionismo. Sono delusi. D’altronde l’avvisaglia è arrivata alle suppletive di Cagliari quando ha vinto Andrea Frailis. Dove hanno votato i nostri attivisti? Non sono andati a votare perché un M5S che va a votare Lega o Pd non ce lo vedo. Abbiamo semplicemente avuto delusione che è sfociata nell’astensionismo”.

“Qui nel nuorese per esempio c’è grande delusione per il solito ‘cagliaricentrismo’ che ha penalizzato la Sardegna. Di Maio non è venuto qui a Nuoro, i ministri anch’essi non sono venuti, ma ce la siamo cavata bene lo stesso perché noi parlamentari abbiamo lavorato bene per il territorio, per i candidati, dimostrando che la campagna elettorale si può fare ancora sui temi battendo il territorio e non svendendoci al conquistatore di turno. Però purtroppo con questi risultati non confortanti. Perché, lo ripeto, bisogna finirla di fare campagna elettorale a Cagliari, e concentrare tutto lì. Anche questo è un aspetto che abbiamo pagato, come territorio e come Movimento”.

“Per quanto mi riguarda sono tranquilla, con la mia coscienza e con il mio lavoro di parlamentare. C’è da rinnovare il Movimento, anche nel sistema dei click per esempio. E’ un sistema valido per gli attivisti, però prima di far passare le persone ai click bisogna valutarle attentamente perché si devono portare in lista delle persone preparate. Quindi con la riforma che vuole fare Di Maio, bisogna rivedere anche questo sistema: non ci devono essere delle autocandidature e poi si portano in campagna elettorale delle persone che hanno preso due o tre click. Bisogna portare delle persone estremamente competenti e poi metterle al vaglio degli attivisti". "Prima però – conclude Lapia - ci vuole una buona scrematura, fatta per portare persone competenti nelle istituzioni per rappresentare il Movimento. Questi sono aspetti importanti che dobbiamo rivalutare e riformare”.



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