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Penalisti all'attacco: "Decreto Salvini insensato"

"Dl dà rilevanza penale al fastidio"

POLITICA
Penalisti all'attacco: Decreto Salvini insensato

(Afp)

Il decreto Salvini contiene ''insensatezze'' e norme ''che non hanno altro valore se non quello di dare rilevanza penale al fastidio per situazioni anche minime: il lavavetri o il parcheggiatore abusivo ''. A denunciarlo è Gian Domenico Caiazza, presidente dell'Unione camere penali, intervenendo al congresso di Magistratura democratica. Il decreto del ministro dell'Interno, convertito in legge, ''ha riattivato, con nessuna possibilità di incidenza concreta, figure di reato come l'accattonaggio o il parcheggio abusivo'', ha spiegato Caiazza. Questa, ha sottolineato, "è la cifra più significativa delle nuove norme, anche davanti a misure strabilianti come quelle sulle permesso di soggiorno".


Attenzione, denuncia poi Caiazza, al rischio che si arrivi al referendum propositivo anche in materia penale: ''Se arriviamo alla discussione in parlamento di una proposta di referendum propositivo anche in materia penale siamo alla manifestazione finale della cifra scelta dalla politica - ha detto intervenendo al congresso di Magistratura democratica- assecondare le paure e scaricarle sul processo penale , condizionarne gli esiti pretendendo risposte a quelle paure e a quelle angosce''.
''Il populismo non è un fatto nuovo, compagna la vicenda penale praticamente da sempre, con l'aspettativa di punizione di condotte devianti, comporta una pressione sulla giurisdizione da un lato e sul legislatore dall'altro. Quello che sta accadendo - ha evidenziato il leader dei penalisti- è un fatto nuovo: il valore del populismo penale rivendicato come obiettivo politico''.

''Bisogna difendere i valori della Costituzione dall'idea che siano vissuti come intralcio alla vita pubblica, politica, giudiziaria, incompatibili con le esigenze di una giustizia simbolica", sottolinea ancora il leader dei penalisti, che ha invitato i magistrati a un'azione comune a ''difesa di valori e principi".

''Ci auguriamo che venga esercitato il potere di sottoporre le nuove leggi al vaglio costituzionale''. La ''produzione normativa'' del governo, sottolinea Caiazza, "merita di essere portata davanti alla Consulta''. ''La magistratura ha l'occasione e la responsabilità di coinvolgere i giudici costituzionali", ha spiegato il leader dei penalisti ai cronisti a margine di un intervento al congresso di Magistratura democratica, e ha chiarito alcuni esempi di leggi che meriterebbero una valutazione da parte della Consulta. Innanzitutto la 'spazzacorrotti', con ''le pene accessorie che sopravvivono addirittura alla riabilitazione'' e ''l'estensione dell'ostatività alle misure alternative prima dell'entrata in vigore della legge''.



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