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Legittima difesa, Ultimo: "No pena di morte, serve cittadinanza attiva"

POLITICA
Legittima difesa, Ultimo: No pena di morte, serve cittadinanza attiva

(Foto AdnKronos)

"Una norma in più, una in meno... non dobbiamo prendere in giro il popolo, non è mettendo la pena di morte che risolvi i problemi della sicurezza. E' creando meccanismi di comunità partecipata in cui tutte le persone si assumano una parte: i cittadini, gli studenti, le famiglie, i parroci, va promossa una cittadinanza attiva e va data una consapevolezza". Lo dice all'AdnKronos il colonnello Sergio De Caprio, il 'Capitano Ultimo' che arrestò Totò Riina e che oggi è alla guida del Sim (Sindacato italiano militare) carabinieri, commentando il dibattito in corso sull'opportunità di nuove norme in tema di legittima difesa.


"La difesa legittima - osserva - è quando si tolgono le cause della discriminazione, della disuguaglianza, della fame, della povertà, della disperazione che spinge chi non ha a prendere le cose per sopravvivere. Il dramma è che c'è gente che ha fame e che ricorre all'illecito perché non ha altre vie, non ha un lavoro, non ha una sua propria identità, non ha una casa, non ha niente. Il 90% dei cosiddetti criminali sono queste persone, che vanno seguite dalla comunità".

"La difesa possibile è quindi ricreare meccanismi di comunità con le famiglie, con la scuola, facendo partecipare tutti i cittadini alla soluzione dei problemi di sicurezza". In questo senso, assicura De Caprio, il Sindacato militare "avrà una funzione guida e la svolgerà con il massimo impegno possibile".

'ESTENDERE A SINDACATI MILITARI LEGGE 121 SU POLIZIA -Durante il convegno è emersa la richiesta di estendere ai neo costituiti sindacati miliari le prerogative della legge 121 del 1981, che riformò la Polizia di Stato. Il riferimento normativo viene proposto proprio mentre il neonato sindacato "è nel pieno della sua traversata nel deserto", in attesa di un riconoscimento normativo del Parlamento dopo il via libera del ministero della Difesa. "Ci sono ancora aspetti burocratici e aspetti istituzionali da definire. Siamo stati in audizione di fronte alla quarta Commissione della Camera dei deputati, significa che ormai non si può non avere a che fare con questa realtà", ha detto l'avvocato Giorgio Carta, legale da sempre vicino alla battaglia del movimento. "Non si capisce quale sia la difficoltà a prendere quella legge e a trasferirla ai sindacati militari mettendo le parole 'Forze armate' dove c'è scritto 'Polizia di Stato'", ha aggiunto Massimiliano Zetti, segretario generale aggiunto del Sim carabinieri. Nel corso del convegno si è molto dibattuto sui problemi del personale, sia dal punto di vista organizzativo che da quello personale e psicologico, compresa la necessità di assistere maggiormente chi manifesta sintomi di stress e malessere in servizio, andando oltre il semplice ritiro della pistola e del tesserino. "La nostra battaglia -ha detto il capitano 'Ultimo'- è fare in modo che il lavoro sia un completamento della personalità umana. E questo non significa sfruttamento, ma significa dedizione, immaginando un sindacato che sia una società di mutuo soccorso a tutela della legge e dei diritti. il principio di equità ce l'hanno insegnato gli appuntati, i brigadieri, i marescialli, i comandanti di stazione e il generale Dalla Chiesa, la sicurezza non è quella di cui si sente parlare nei salotti ma quella che affronteremo sul campo, con il popolo, in un percorso di cittadinanza attiva che sia un'avanguardia di civiltà". Un particolare impegno, assicura De Caprio sarà rivolto al "sostegno delle vittime di abusi e angherie. Dobbiamo dare strumenti di difesa tecnica e ascolto, non è possibile che un ricorso possa costare anche duemila euro al singolo carabiniere. Il Sim vuole essere un fattore innovativo importante che dia risposte efficienti, ma vogliamo che il sindacato sia costruito dalle persone e non donato alle persone dal principe azzurro, è importante che i carabinieri costruiscano il loro futuro. Il mio impegno è questo, creare -conclude De Caprio- uno strumento di mutuo soccorso che permetta alle persone di esercitare i diritti di identità, uguaglianza e di fratellanza".



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