"Chiedo rispetto", parla Giulia Sarti

POLITICA
Chiedo rispetto, parla Giulia Sarti

(Fotogramma)

di Antonio Atte


"Le dichiarazioni rilasciate da Giovanni Favia al Corriere delle Sera in merito alla mia vicenda sono pretestuose e infondate. Le sue parole sono il frutto di una ricostruzione fantasiosa di fatti che non lo riguardano". Lo dichiara all'Adnkronos Giulia Sarti, la deputata autosospesa dal M5S per il caso 'Rimborsopoli'.

"Max Bugani - rimarca Sarti - è tra le persone che mi sono state vicine nelle difficoltà e non accetto che vengano fatte illazioni nei suoi confronti. La mia è una vicenda personale ed è orribile che qualcuno tenti di strumentalizzarla per ottenere spazio sui media".

"Chiedo rispetto e che nessuno si occupi più della mia storia personale. Un ringraziamento di cuore a tutte le persone che mi hanno scritto e mi sono state vicino in questi giorni difficili", conclude la parlamentare.

LE IENE, HACKER FOTO SARTI INTERNO AI 5 STELLE? - "Per risalire a chi possa aver diffuso le foto private di Giulia Sarti, Filippo Roma indaga sull'episodio dell'hackeraggio delle caselle di posta di diversi parlamentari Cinque stelle risalente al 2013 - è quanto si legge sul sito della trasmissione di Mediaset -. E fa una scoperta che ha dell'incredibile, e che andrà in onda stasera a Le Iene, dalle 21.10 su Italia. La Iena intervista un ex deputato dei Cinque stelle che preferisce rimanere anonimo e che gli rivela che Stefano Vignaroli, uno dei deputati hackerati, gli disse che 'l'indagine su chi avesse hackerato gli account di cinque parlamentari M5S si fermò quando si accorsero che il lavoro di accesso fu fatto da delle macchine della Camera'. E cioè dagli indirizzi IP relativi ai computer della Camera dei Deputati". "Ma l'ex deputato - proseguono 'Le Iene' - aggiunge un particolare, che farebbe pensare che ad 'hackerare' la posta elettronica dei suoi colleghi possa essere stato proprio qualcuno interno al M5S e addirittura dei vertici: 'Ci si accorse che poteva essere una cosa interna, allora nessuno disse niente e rimase tutto così, tutto in un limbo. Nessuno poi volle andare avanti nella parte di denuncia perché ci si accorse che potesse essere un danno d'immagine un po' per tutti del Movimento'. E fa un riferimento diretto alla Casaleggio: 'Loro hanno verificato su varie caselle se la password che era inserita nell'archivio della Casaleggio era uguale a quella che era messa sulle caselle di posta elettronica, dove l'hanno trovata funzionante la gente è entrata direttamente nelle caselle e da lì poi recuperavano tutte le informazioni e da lì stanno girando ancora mail, messaggi, cazzate, etc.'. Filippo Roma gli chiede: "Quindi sarebbe avvenuto all'interno del movimento questo hackeraggio?'. E l'ex deputato risponde: 'Dall'interno. Per controllare determinate persone'". "E così Filippo Roma ha incontrato questa mattina Alessandro Di Battista, uno dei parlamentari a cui era stata hackerata la casella di posta, per chiedergli se ricorda se all'epoca avesse la stessa password per l'account email e per il sistema operativo dei Cinque Stelle, il pre-sistema Rousseau per intenderci, quello con cui i deputati grillini potevano votare per esempio all'interno del Movimento. 'Non posso escluderlo', risponde Di Battista. 'Con le password sono sempre stato un pippone quindi non escludo che usassi la stessa password'. E conferma inoltre che all'epoca decise di non denunciare", si legge ancora sul sito de 'Le Iene'.



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