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Presidente Consulta: "Pericoloso modificare Costituzione"

POLITICA
Presidente Consulta: Pericoloso modificare Costituzione

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"La Costituzione, che ha accompagnato l'evoluzione del Paese anche attraverso l'opera della Corte Costituzionale, è ancora attuale e le sue parti sono tra loro collegate, dando luogo a un meccanismo complesso, che sarebbe pericoloso modificare". E' quanto avverte il presidente della Corte Costituzionale Giorgio Lattanzi, nella relazione illustrata durante la riunione straordinaria a palazzo della Consulta, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.


Lattanzi sottolinea che "la Costituzione non è una legge come le altre, sia pure posta a un livello superiore, ma qualcosa di diverso, un lascito dei costituenti, che sta a tutti noi e soprattutto ai giovani custodire e conservare".

PARLAMENTO - Inoltre, "spetta al legislatore farsi carico, nel rispetto delle garanzie, di rendere vivo il disegno costituzionale" ma al tempo stesso, se il Parlamento non interviene, "la Corte Costituzionale ha il dovere di offrire una indefettibile tutela, non solo quando sono state prodotte disposizioni costituzionalmente illegittime ma anche quando la Costituzione impone un obbligo di normare, con più o meno discrezionalità, uno o più settori della vita sociale, dai quali la legge si è indebitamente ritratta".

Lattanzi osserva che "un tratto tipico della giurisdizione costituzionale è di trovarsi continuamente immersa nel flusso della legislazione ordinaria, ovvero di doversi raccordare con l'incessante azione del legislatore. Così, il significato delle disposizioni costituzionali è posto in costante interazione con l'evolversi della sensibilità sociale, di cui la legge è il punto terminale di ricezione. E ciò attribuisce alla giurisdizione costituzionale un benefico tratto di dinamicità".

DJ FABO - "Il Parlamento non perda l'occasione di esercitare lo spazio di sovranità che gli compete" è poi l'esortazione, relativa all'ordinanza Cappato legata al caso DJ Fabo e al tema più vasto del testamento biologico, dell'aiuto alla morte e dell'eutanasia, che arriva dal presidente Lattanzi.

Con quella sentenza, ricorda, "la Corte Costituzionale ha inteso evidentemente riconoscere il primato delle Camere nel definire dettagliatamente la regolamentazione della fattispecie in questione. Perciò, confido fortemente che il Parlamento dia seguito a questa nuova forma di collaborazione, nel processo di attuazione della Costituzione; e che non perda l'occasione di esercitare lo spazio di sovranità che gli compete".

Per il presidente della Consulta, infatti, "il successo della tecnica della 'incostituzionalità prospettata' sarebbe anzitutto un successo per la funzione rappresentativa del legislatore, che andrebbe perduto - avverte Lattanzi - se tale funzione non fosse in concreto esercitata".



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