Papa in Campidoglio

POLITICA
Papa in Campidoglio

(Foto Afp)

Umiltà e coraggio: sono le due doti per governare bene Roma ed evitarne il degrado indicate da Papa Francesco nel discorso nell'Aula Giulio Cesare in Campidoglio, sede dell'Assemblea Capitolina, davanti al sindaco di Roma Virginia Raggi, agli assessori della sua giunta e ai consiglieri comunali (Foto).


Al suo arrivo il Pontefice è stato accolto dalla sindaca Virginia Raggi. Dopo un breve colloquio con i familiari della prima cittadina, prima del discorso ufficiale nell'Aula Giulio Cesare, Bergoglio si è affacciato con la sindaca al balcone dello suo studio con vista sui Fori romani, salutando i presenti. Molti i romani, turisti, scolaresche, curiosi che, sotto la pioggia, hanno aspettato il saluto dal palazzo Senatorio.

"La Città Eterna è come un enorme scrigno di tesori spirituali, storici, artistici e istituzionali e nel medesimo tempo è il luogo abitato da circa tre milioni di persone che qui lavorano, studiano, pregano, si incontrano e portano avanti la loro storia personale e familiare e che sono nel loro insieme l'onore e la fatica di ogni amministratore, di chiunque si impegni per il bene comune della città". Essa è infatti "un organismo delicato, che necessita di cura umile e assidua e di coraggio creativo per mantenersi ordinato e vivibile, perché tanto splendore non si degradi, ma al cumulo delle glorie passate si possa aggiungere il contributo delle nuove generazioni, il loro specifico genio, le loro iniziative, i loro buoni progetti".

Dopo aver affermato che "da tempo desideravo venire in Campidoglio, per incontrarvi e portarvi di persona il mio ringraziamento per la collaborazione prestata dalle autorità cittadine a quelle della Santa Sede in occasione del Giubileo straordinario della Misericordia, così come per la celebrazione di altri eventi ecclesiali", Bergoglio ha sottolineato come "Roma, lungo i suoi quasi 2.800 anni di storia, ha saputo accogliere e integrare diverse popolazioni e persone provenienti da ogni parte del mondo, appartenenti alle più varie categorie sociali ed economiche, senza annullarne le legittime differenze, senza umiliare o schiacciare le rispettive peculiari caratteristiche e identità". E ha aggiunto: "Piuttosto ha prestato a ciascuna di esse quel terreno fertile, quell'humus adatto a far emergere il meglio di ognuna e a dar forma nel reciproco dialogo a nuove identità. Questa città ha accolto studenti e pellegrini, turisti, profughi e migranti provenienti da ogni regione d'Italia e da tanti Paesi del mondo. È diventata polo d'attrazione e cerniera tra il nord continentale e il mondo mediterraneo". "Tutti si sentano pienamente coinvolti per raggiungere l'obiettivo di confermare con la chiarezza delle idee e la forza della testimonianza quotidiana le migliori tradizioni di Roma e la sua missione e perché questo favorisca una rinascita morale e spirituale della città", è l'auspicio finale di Papa Francesco che ha definito - con una aggiunta a braccio nel suo discorso - "Roma città dei ponti, mai dei muri".

La sindaca Raggi - ''Santità, benvenuto. E grazie per la straordinaria attenzione che rivolge a Roma. È un onore per me accoglierla in Campidoglio ed è con profonda e sincera emozione che Le do il benvenuto in quest'Aula, a nome di tutti cittadini di Roma. Siamo onorati della Sua presenza e pronti ad ascoltare il messaggio che Ella vorrà rivolgerci". Così la sindaca di Roma Virginia Raggi nel suo discorso di saluto a Papa Francesco in Aula Giulio Cesare. "Noi tutti Le siamo riconoscenti per la rilevanza che Ella attribuisce al suo essere Vescovo di Roma. Lo testimoniano anche le prime parole che Ella pronunciò dalla loggia centrale della Basilica Vaticana, quando salutò Roma e il mondo dando inizio al suo pontificato. E la Sua presenza qui ne è la chiara, ulteriore, tangibile prova. Grazie''. ''La città si onora di avere un rapporto speciale e unico con Papa Francesco. Non sfugge ai cittadini di Roma la Sua devozione alla 'Salus Populi Romani', che Ella venera alla partenza e al ritorno dai suoi viaggi apostolici, quando lascia la città per portare al mondo il suo alto messaggio pastorale. Le siamo grati per voler dedicare, nei venerdì della Misericordia, le Sue attenzioni ai quartieri periferici e alle strutture seguite da associazioni benefiche", ha sottolineato la sindaca.

''E' pensando alle future generazioni che quotidianamente ci impegniamo per far sì che Roma occupi il posto che le compete, per renderla sempre più metropoli aperta e plurale. L'immagine del colonnato berniniano, non solo simbolicamente, rappresenta la vocazione di Roma: le braccia sono sempre aperte al mondo. Roma, città aperta, città del multilateralismo e del multiculturalismo'', ha sottolineato ancora Raggi.



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