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Castrazione chimica, tensione M5S-Lega

POLITICA
Castrazione chimica, tensione M5S-Lega

(Fotogramma)

Malumori nel gruppo M5S alla Camera per l'emendamento sulla castrazione chimica presentato dalla Lega al disegno di legge che introduce norme a tutela delle vittime di violenza e di violenza di genere, attualmente in discussione in Aula. L'emendamento in questione, che modifica l'articolo 165 del codice penale, prevede che "la sospensione condizionale della pena, nei casi di condanna" per reati come la violenza sessuale possa essere "subordinata a trattamenti terapeutici o farmacologici inibitori della libido con il consenso del condannato". Ma la norma viene vista come il fumo negli occhi da alcuni 5 Stelle. A quanto apprende l'Adnkronos, Giuseppe Conte starebbe seguendo in prima persona la querelle tra Lega e M5S. Si tratta di una norma che - fanno notare dal M5S - non è stata condivisa all'interno del governo e che rischia di aprire un nuovo fronte di scontro. Per evitare che ciò accada, è entrato in campo in prima persona il premier.


Nel frattempo è arrivato il parere negativo sulla parte che compete il ministero della Salute. Esaminato l'emendamento n. 4.0104 (Turri e altri), "per i profili di natura tecnico-sanitaria" il ministero guidato da Giulia Grillo esprime dunque parere contrario. La castrazione chimica "è sperimentata volontariamente in tanti Paesi occidentali, quindi ci sono persone che chiedono di essere messe in condizione di non avere più gli istinti per commettere violenze bestiali e quindi qualcuno studi quello che viene sperimentalmente applicato in altri Paesi", ha detto il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini dopo che il ministro della Salute, Giulia Grillo, ha detto che voterebbe contro una proposta per introdurre la castrazione chimica. "Se qualcuno mette le mani addosso a una donna o a un bambino non va solo rieducato, va curato, perché trattasi di schifoso che va aiutato a non ricommettere gli stessi errori. Anche farmacologicamente, se servisse", ha aggiunto.

"E' chiaro che non voterò un emendamento del genere. E' una presa in giro dire: 'ti castriamo ma solo se sei d'accordo'. Non è la castrazione chimica lo strumento, ma il carcere e la certezza della pena. Quello che propongono è solo propaganda politica e come me la pensano decine di miei colleghi", attacca la deputata M5S Veronica Giannone, parlando con l'Adnkronos. Non è escluso che tra i grillini qualcuno possa lasciare l'Aula al momento del voto per protestare contro l'emendamento leghista.

"Noi non prendiamo in giro le donne - affermano fonti della maggioranza M5S -. Quello della Lega è infatti un emendamento applicabile nei casi in cui è prevista la condizionale. Questo significa che si applica solo a reati minori, dove appunto si prevede la condizionale, come il palpeggiamento ad esempio e non ha senso". "La violenza sessuale in sé è infatti considerata già nel 4 bis dell'ordinamento penitenziario, per il quale reato è previsto il carcere senza condizionale. Così non risolviamo il problema, così è una presa in giro alle donne, si sfrutta la loro paura per fare campagna - incalzano i 5 Stelle - Per noi chi stupra si deve fare l'ergastolo e non deve nemmeno accedere alla condizionale. Si devono fare 30 anni di galera e deve esserci certezza della pena. Punto".



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