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Affondo M5S: "Siri si dimetta"

POLITICA
Affondo M5S: Siri si dimetta

Armando Siri (FOTOGRAMMA)

"Le stanno provando tutte per distogliere l’attenzione sul tema principale: le dimissioni di Siri . Prima gli attacchi gratuiti alla Raggi, poi la foto di Salvini con il mitra e ancora la reintroduzione della leva obbligatoria. Una dopo l’altra per provare ad oscurare quella che per noi rimanere la notizia principale sulla quale non possiamo soprassedere: l’inchiesta per corruzione che vede il coinvolgimento del sottosegretario Siri". Lo dichiarano fonti M5S.

"Di mezzo - incalzano le stesse fonti - ci sarebbero legami con la mafia. E questo governo non deve avere alcuna ombra, non può essere accostato lontanamente a fatti di corruzione e mafia. Siri faccia un passo di lato e chiarisca".

DI MAIO
- "Un sottosegretario ai Trasporti che presenta una proposta sull'eolico... non c'entra nulla. Quindi c'è il sospetto politico che questa persona possa aver agito per se stessa, nel suo interesse personale e non generale" ha poi detto Luigi Di Maio a 'Di Martedì'. "Io non dico che qualcuno non può sbagliare ma io De Vito l'ho espulso dopo 30 secondi e noi invece è una settimana che stiamo aspettando che Salvini metta Siri da parte così continuiamo a lavorare".


GOVERNO - "Qui nessuno sta aprendo la crisi di governo. Questo governo deve fare ancora tante cose però sulla vicenda in questione", quella di Siri, "non posso accettare che una persona" su cui pendono certe accuse "resti lì come sottosegretario".

SALVINI - "Siamo assolutamente tranquilli su Siri - ha affermato, prima di partecipare al Consiglio dei ministri, il vicepremier Matteo Salvini -. Abbiamo piena fiducia nella velocità e nell'imparzialità della magistratura. Per quello che mi riguarda, resta al suo posto".

4 DOMANDE - Ma intanto arrivano "quattro domande alla Lega sul caso Siri": è il post firmato M5S sul blog delle Stelle in cui, oltre a tornare a chiedere le dimissioni del sottosegretario, si sottopongono una serie di domande all'alleato di governo. "La politica - si legge sul blog - deve dare il buon esempio. Nessuno può nascondersi dietro la presunzione di innocenza di fronte all’ipotesi di un reato di corruzione. Non può farlo, a maggior ragione, quando nella stessa inchiesta emergono legami con la mafia".

"Quando un politico viene accusato dalla magistratura di essere un corrotto, deve fare un passo indietro e chiarire - incalza il M5s - Si può difendere, è un suo diritto, ma deve farlo lontano dalla sua carica. È quel che è accaduto al sottosegretario Armando Siri. E quel che abbiamo chiesto, in virtù della nostra coerenza, è stato che si mettesse in panchina fino al chiarimento definitivo, che rinunciasse al suo incarico nel governo mantenendo comunque il ruolo di senatore".

"Questo principio per il MoVimento 5 Stelle è un pilastro indiscutibile. La Lega invece finora si è tirata indietro. Ha minimizzato, e non ha dato risposte ai cittadini. O, peggio - accusa il M5s dal blog delle Stelle - ha cercato di spostare l’attenzione sposando la linea dell’Espresso e attaccando in maniera strumentale Virginia Raggi".

"Non si può negare una spiegazione ai cittadini. Questo comportamento è figlio di un’era che pensavamo ci fossimo messi alle spalle. Gli italiani hanno il diritto di sapere come vengono gestiti i loro soldi. Hanno il diritto di sapere se chi li governa agisce per un interesse personale o collettivo. Di fronte a questa richiesta un partito non può fare spallucce - attacca ancora il M5s - e tirare dritto. Queste cose le facevano Renzi e Berlusconi, non noi".

"Abbiamo aspettato qualche giorno prima di lanciare questo appello, e ci auguriamo che dalla Lega arrivi un segnale. Abbiamo visto il sottosegretario Siri smentirsi nell’arco di 24 ore. Lo abbiamo visto dire in un primo momento che non si era mai occupato di eolico e di non sapere chi fosse Arata. Il giorno dopo, però, ha cambiato versione, ammettendo di aver presentato degli emendamenti sull’eolico e di conoscere anche Paolo Arata".

Seguono, dopo una breve ricostruzione dell'intera vicenda, le quattro domande indirizzate alla Lega: "Quali sono i reali rapporti tra Siri, la Lega e Paolo Arata (l’ex parlamentare di Forza Italia, adesso responsabile del programma della Lega per l’ambiente che, secondo l’accusa, sarebbe vicino a Vito Nicastri, imprenditore indicato dai magistrati come 'finanziatore' della latitanza del boss Matteo Messina Denaro)? - chiede il M5S - Perché il sottosegretario Siri ha presentato più volte delle proposte, sempre bloccate e rispedite al mittente dal MoVimento 5 Stelle, per incentivare l’eolico (materie oggetto di interesse proprio di Paolo Arata)? Per quale fine?".

E ancora, incalza il M5s, "perché Siri si è contraddetto, cambiando versione più volte (quando è uscita la notizia dell’indagine per corruzione ha detto: 'Non mi sono mai occupato di eolico in vita mia'. Poi ha ammesso di aver presentato una proposta di modifica alla legge sugli incentivi: 'Me l’ha chiesto una filiera di piccoli produttori'. Infine, al Corriere, ha dichiarato: 'Arata mi ha fatto una testa così e gli ho detto ‘va bene, mandamelo’)?".

Infine, nell'ultimo quesito indirizzato alla Lega, il M5s ricorda come il figlio di Arata sia "stato assunto da Giorgetti presso il Dipartimento programmazione economica. Giorgetti sapeva che era figlio di Arata e dei rapporti del padre con Nicastri?"

"Il più grande capitale dei cittadini italiani è la reale volontà di cambiamento delle forze al governo. Dare una risposta a queste domande significa dire ai cittadini che in Italia le cose sono cambiate davvero. Il cambiamento non ammette sconti, o scorciatoie. Prima di tutto con se stessi, come il Movimento 5 Stelle ha sempre dimostrato. Andiamo avanti a lavorare - si conclude - c’è tanto da fare ma con serietà".



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