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Salone del Libro, Formigli: "Favore a CasaPound farne dei martiri"

POLITICA
Salone del Libro, Formigli: Favore a CasaPound farne dei martiri

(Fotogramma)

"Sono contrario che si impedisca per legge di esprimersi. Da antifascista, il più grande favore che possiamo fare a quelli di CasaPound è farli apparire come dei martiri". Lo afferma all'Adnkronos Corrado Formigli, che nel 2017 fece un confronto con il vicepresidente del movimento Simone Di Stefano e in cui, in un ragionamento più ampio e articolato, sostenne che CasaPound era ormai "inserito nel gioco democratico". "Non lo dico io, lo certifica il Viminale", commenta Formigli che sottolinea come "il fascismo si combatta con le idee, non vietando spazi di confronto o facendo finta che non esista. Per batterlo non servono tentativi di cancellarli dalla realtà". "Il problema non è lo stand di Altaforte. Il problema è che dei neofascisti hanno impedito ieri ad una famiglia di entrare in una casa popolare a Roma legittimamente assegnata dal Comune. Il problema è che c'è un ministro dell'Interno che, mentre quella famiglia veniva minacciata, fa un tweet contro i rom", conclude Formigli.


All'Adnkronos interviene anche Nicola Porro. "Sinceramente non ho capito il senso di queste polemiche. Perché tutta questa acrimonia?", commenta in merito al dibattito sulla presenza della casa editrice Altaforte al Salone del Libro di Torino. Su Raimo, autore del post contro alcuni giornalisti "organici al governo" afferma: "E' imbarazzante, un uomo di cultura come lui non può pensare che non ci sia un confronto tra culture diverse. Perché questa ostilità verso persone come Giuli o Giubilei? Non ho parole. Nella mia trasmissione a Mediaset abbiamo invitato tutti i membri del comitato di Indirizzo del Salone del Libro: nessuno ha accettato di venire e confrontarsi in studio". "Pasolini - sostiene Porro - diceva che l'antifascismo era oramai diventato qualcosa di insopportabile. Poi negli anni '80 e '90 si è capito che parlare di fascismo e antifascismo era qualcosa di anacronistico. Ora è assurdo che trentenni e quarantenni tirino fuori queste categorie per andar contro posizioni altrui. "Alla gente normale non gliene interessa nulla di queste polemiche. Chi le fa, vive su un altro pianeta. Prima degli anni '70 aveva un senso parlare di queste contrapposizioni ideologiche, ora no perché il mondo è cambiato". Il giornalista dichiara quindi di non andare all'evento torinese: "Non sono stato invitato. Non ci sono mai stato e mai ci andrò".



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