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Don Biancalani 'scomunica' Salvini

POLITICA
Don Biancalani 'scomunica' Salvini

(Afp)

Un prete 'scomunica' il vicepremier Matteo Salvini che, nel corso della manifestazione sovranista a Milano, ha citato, rosario in mano, la Madonna sostenendo che aiuterà la loro vittoria alle Europee. "Sono parole inaccettabili - dice all'Adnkronos don Massimo Biancalani, sacerdote toscano di Vicofaro che ha dovuto fare ricorso alla giustizia amministrativa per avere la revoca del divieto dell'attività di accoglienza negli ambienti della parrocchia - da parte di un ministro la cui azione è assolutamente in contrasto con il Vangelo, con la Madonna e, più in generale, con il magistero della Chiesa. Una strumentalizzazione inopportuna".


Non è la prima volta che Salvini si presenta con un rosario in mano. "Salvini è un uomo scaltro - osserva il sacerdote - che sa benissimo che ci sono settori della chiesa, sul piano conservatore, che guardano con simpatia alle destre perché a loro avviso tutelerebbero meglio di altre realtà la famiglia, la vita. Dunque il ministro cerca di attirarsi questi settori cristiani ma con una visione ideologica che ha ben pochi riferimenti alla vita della Chiesa. Penso ad esempio che il primato della famiglia lo si vive, non si brandisce come una clava. Oggi la Chiesa ha rispetto per la complessità della società".

Salvini, parlando di migrazioni, ha evocato il Papa e la piazza ha fischiato."Un gesto che mi procura dispiacere - dice don Biancalani -perchè si può anche dissentire dal magistero del Papa però credo che si debba rispettare l'intenzione di un uomo che si muove sulla linea evangelica nel rispetto di una esigenza etica e morale che mette l'umanità sofferente al centro. Bergoglio è un uomo che è a conoscenza delle problematiche mondiali e sa benissimo che ci sono situazioni nel mondo molto più gravi che a casa nostra. Penso alla situazione nella Libia: inutile che Salvini dica che non ci sono più sbarchi se la soluzione è quella di chiudere i migranti nei lager libici, lasciandoli in mano a bande di criminali, da cui non si esce più".



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