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"Comizi? No, entro nei bar", candidato si fa 2500 km in bici

POLITICA
Comizi? No, entro nei bar, candidato si fa 2500 km in bici

di Giuseppe Greco
"Non ho mai tardato a un appuntamento. L'unica volta, un aperitivo organizzato a Pavia: ho preso il treno e c'era lo sciopero!". Per parlare con Stefano Morcelli, 27 anni, fabbro di Valdidentro, bisogna avere la fortuna di 'beccarlo' nelle occasioni in cui non è a cavallo della sua bicicletta. Un'impresa, almeno negli ultimi due mesi, da quando Morcelli, candidato alle europee con +Europa, è impegnato nel suo 'ciclotour elettorale' lungo tutto il collegio del Nord ovest con la sua bici a pedalata assistita.


"Dopo il Congresso di +Europa -racconta all'Adnkronos- ho capito che dovevo fare qualcosa per promuovere il partito e la mia idea di politica. Così, ho chiesto 50 giorni di ferie a mio padre, perchè lavoro con lui nell'azienda di famiglia, e sono partito in bici da La Spezia. Dopo una settimana di viaggio mi è arrivata la notizia della mia candidatura alle europee, ma il viaggio l'avrei proseguito lo stesso". Il ciclotour è stato finanziato da un crowdfounding on line ("ma ho dovuto metterci i miei risparmi", dice il candidato-ciclista) e si chiuderà giovedì prossimo a Bormio dopo 2500km tra Liguria, Piemonte, Valle d’Aosta e Lombardia. In calendario anche quattro scalate: monte Argentera, Monviso, monte Bianco, monte Rosa.

"Sul monte Bianco è stata la tappa più simbolica: abbiamo portato la bandiera dell'Europa sul tetto dell'Europa. E ad Aosta si è anche rotta la biciletta!", dice Morcelli che ha voluto dare al suo insolito giro elettorale un taglio molto preciso: "Sono partito con tenda e sacco a pelo, volevo dimostrare che la politica deve raggiungere i posti più lontani, valli e piccoli paesi anche sperduti spesso snobbati. E volevo mettere l'accento sul tema della sostenibilità ambientale, sarebbe stato ipocrita spostarsi in macchina o anche in treno. I politici che parlano di ambiente e si spostano in aereo non sono credibili".

Anche per questo Morcelli ha detto 'no, grazie' a comizi, eventi organizzati e classici appuntamenti elettorali: "A parte qualche aperitivo, ho scelto di evitare le grandi folle. Arrivavo nei paesi, entravo nel bar e parlavo con le persone, spiegavo il mio viaggio ma mi facevo anche raccontare le loro vite. Il tutto senza 'solleticare' proteste o malumori. Volevo evidenziare gli aspetti positivi, le bellezze, dei territori che attraversavo. La mia idea è che l'Europa debba sostenere le aree montane, supportare un turismo sostenibile e duraturo, non quello legato allo sci alpino che dura tre mesi".

Ad ogni tappa Morcelli ha ricevuto una accoglienza che, come racconta lui stesso, ha ampiamente compensato le fatiche delle ciclotappe: "Ho trovato persone felici di raccontare le loro storie, con una vita per certi versi eroica, alle prese con problemi concreti, come lo spopolamento. Certo, io non mi presentavo come politico. Sono un fabbro, ho proposto qualcosa di diverso, una presenza continua come rappresentante di questa gente. E non ho mai trovato rancore o cattiverie".

Di avventure il candidato biker ne ha avute diverse: "A Foppolo ho trovato tre persone in Paese, a Prato Nevoso due. A Cervinia, nell'unico albergo aperto, avevano il cancello rotto perchè il fabbro non c'era: gliel'ho riparato e mi hanno offerto il pernottamento. Ma altre volte ho mangiato o dormito grazie all'ospitalità di persone conosciute per strada. Sono stato in Val di Susa al presidio sulla Tav: io sono a favore dell'alta velocità. Ci siamo confrontati e alla fine ci siamo stretti la mano. E' un segnale per tutta la politica, lo scontro non serve mai, serve il confronto". Morale? "E' stato un vero viaggio, non politico, umano", conclude Morcelli.



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